RECENSIONE

Roma Esquilino 1870-1911

13/02/2020
di Francesco Chiappetta

Carmelo G. Severino è persona che già ha scritto cose molto importanti, a partire da “Enna: la città al centro”, successivamente si è impegnato nel trattare Capri ed in particolare “Capri, il segno ed il senso”. Non ha trascurato “Roma mosaico urbano: Il Pigneto fuori Porta Maggiore”, ed ancora: “San Severo: città di Puglia”. Per completare nel meridione si è cimentato su “Crotone. da Polis a città di Calabria”.

L’ultimo suo lavoro è “Roma Esquilino 1870-1911”: “è nel centro del progettato quartiere una vastissima piazza”, il testo è ben fornito dal punto di vista documentale, con riferimenti puntuali e precisi, l’editore, noto per il settore, è Gangemi Editore International.

Carmelo G. Severino ha suddiviso il suo lavoro in due voluminosi capitoli, il primo lo ha indicato come “Roma alla vigilia del 20 settembre”, scrivendo gli anni francesi ed il ritorno dei Papi, si è soffermato sulle porte della città: Porta San Lorenzo, Porta Maggiore, Porta San Giovanni, solo per citarne alcune, e poi ha trattato le grandi Basiliche della cristianità a partire da San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, Santa Croce in Gerusalemme.

Nel secondo capitolo che ha per titolo “La costruzione di Roma Capitale”, inizia dalla breccia di Porta Pia, la città capitale verso la nuova Roma. Nella premessa scrive che il rione Esquilino edificato a partire da i primi anni di Roma Capitale, si è completato via via nell’arco di diversi decenni fin oltre la seconda guerra mondiale. È quindi un quartiere di impianto moderno a maglie regolari, da un territorio di ben più antica frequentazione romana. Vi sono delle interessanti rappresentazioni aerofotogrammetriche. Tra queste la città prenapoleonica nella pianta di Roma del 1800, delineata da Angelo Uggeri 1754-1837.

Il volume è fornito anche di immagini dell’epoca di particolare interesse, sia per l’originalità, sia per poter capire l’evoluzione della città. Non ha trascurato la Stazione Termini, evidenziando l’evento del 20 aprile 1873, quando la stazione Termini venne ufficialmente inaugurata con l’intervento del Sindaco Conte Piacentini e del Prefetto Gadda, presenti i rappresentanti della stampa nazionale. La Stazione è conforme allo schema standard dell’epoca ed è dotata di due diversi fabbricati per i viaggiatori, uno per gli arrivi e uno per le partenze, posti sotto un'unica tettoia simile al Gare de l'Est da poco costruita a Parigi.

“Esquilino, seconda, terza zona”: l’autore sostiene che ancora all’inizio degli anni ottanta, la costruzione dei fabbricati nella seconda e terza zona dell’Esquilino procedeva a rilento. La giunta si era esposta con grande sacrifico economico per realizzare le urbanizzazioni, ma non era ancora riuscita a trovare vari finanziatori. Dagli accordi del 1881 con Marotti Frontini e Geissler, per gli otto isolati di Piazza Vittorio Emanuele e grazie ai nuovi cantieri aperti, la giunta fu quindi in grado di vendere direttamente i terreni dell’Esquilino, mediante aste pubbliche e aggiungere valore ai lotti fondiari.

L’Esquilino nel 1911, visti gli eventi organizzati dal governo per festeggiare i 40 anni del Regno d’Italia e per i 40 di Roma italiana, per la città è tempo di consuntivi. Roma in questi quattro decenni è cambiata, nella sua composizione fisica e sociale, dal 1870 dopo gli avvenimenti di Porta Pia la città si era ritrovata ad essere non più la città dei Papi, di un piccolo Stato Teocratico, ma la capitale di un Stato unitario, europeo, da poco indipendente e unificato sotto lo stesso regime, italiani del nord, del sud e del centro della penisola.

L’autore si è così tanto impegnato che meriterebbe una maggiore descrizione dei contenuti del suo lavoro “Roma Esquilino 1870-1911”, ma come si suol dire: “non è opportuno svelare tutti i segreti”, il mio consiglio è un invito ad acquistare il libro per potere godere in modo prima individuale e poi collettivo dello sforzo e del lavoro di Carmelo G. Severino.


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