GREEN ECONOMY

Anche l'edilizia svolta verso il 4.0, focus su rigenerazione e tutele green

20/12/2017
di Giovanni Langella

È da tempo ormai che si parla di "green economy", ma finalmente sembra che ci siano anche interventi concreti che testimoniano la volontà di attuare attività pratiche che abbiano un occhio di riguardo alle tematiche della sostenibilità ambientale. E a fare da capofila a questo processo è un settore vitale per l'economia italiana come l'edilizia.

La svolta green. In settimane in cui è tornato al centro delle cronache l’allarme smog, con tutte le conseguenze che comporta per gli abitanti delle zone "incriminate", soprattutto le grandi città del Nord, l'interesse generale si è spostato sulle strategie da attuare per rendere il lavoro più compatibile con la parola green, cercando di combinare il necessario sviluppo del mercato con una non più rimandabile attenzione alla produzione di benefici energetico ambientali (e relativa generazione di effetti positivi sul fronte occupazionale).

I benefici per l'edilizia. Ebbene, come rivela una recente ricerca realizzata da Assolavoro, esiste un settore che sta già sperimentando soluzioni di questo tipo, ovvero l'edilizia, e continuano lungo questa strada si può ripensare il paesaggio urbano promuovendo la rigenerazione del costruito, la tutela dell’ambiente e l’economia circolare. In particolare, come lo spostamento progressivo degli incentivi dal “brown” al “green”, soprattutto nell'ambito delle costruzioni, potrebbe generare un triplice effetto positivo: oltre all'impatto sulla sostenibilità ambientale e sul risparmio energetico, infatti, si stima un incremento annuo di quasi 200 mila occupati a livello nazionale.

La rigenerazione degli edifici. La ricerca propone un esempio piuttosto semplice per spiegare questo processo, spiegando come soltanto "per l’efficientamento di una palazzina di abitazione di tipo molto diffuso, con circa 300 - 400 mq abitabili, il lavoro necessario consiste in circa una unità di lavoro annuale. Operando sulla base di 200 mila edifici efficientati all’anno, una quota permanente di circa 1,7 per cento rispetto ai 12 milioni di edifici totali in Italia, si avranno quindi 200 mila occupati permanenti".

Imprese protagoniste delle costruzioni di qualità. Che l'edilizia guardi con attenzione al tema green è chiaro anche dalle mosse dell'associazione nazionale di categoria, che già da un paio di anni insiste sulla necessità di avviare un cambiamento di rotta nelle politiche del settore, in cui dedicarsi in modo più diretto alla riduzione dei consumi energetici, alla riqualificazione degli immobili residenziali e un utilizzo più efficiente dei materiali, che devono essere a chilometri zero, recuperabili e trasformabili. In parole povere, l'impresa edile deve diventare protagonista nel processo di riqualificazione del territorio, facendosi in qualche modo promotore di un nuovo modo di costruire in “qualità”.

La digitalizzazione del comparto. Se queste sono le tendenze generali (per così dire, il cambiamento di "filosofia" del settore), in concreto un segno diretto di trasformazione arriva anche dalla possibilità di puntare sulla digitalizzazione dell’edilizia, cominciando dall’utilizzo del BIM (il Building Information Modeling che sarà obbligatorio a breve) e integrandolo con i sistemi di geolocalizzazione e passando per le profonde innovazioni dei processi di costruzione e dei prodotti, soprattutto macchinari, ormai veri e propri gioielli tecnologici.

Gli esempi in Italia. Anche le imprese che offrono servizi a supporto del mondo delle costruzioni devono adeguarsi alle nuove tendenze, e qualche esempio pionieristico in questo settore c'è già: è il caso di Giffi Market, piattaforma di eCommerce specializzata nella distribuzione di attrezzature da lavoro, che propone un catalogo con varie tipologie di benne per miniescavatori e escavatori e altri accessori adatti in particolare per il movimento terra e per le attività di cantiere.


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