GREEN ECONOMY

Asilo nido in azienda agricola: un nuovo modello di sviluppo

20/09/2012
di Federica Chiappetta

La sostenibilità economica delle imprese agricole medio piccole, così importanti per mantenere intatto il tessuto sociale della qualità di vita di un territorio, non può essere oggi assicurata esclusivamente dalla attività di coltivazione e vendita dei prodotti della terra. Nel tempo, molti agricoltori hanno diversificato la loro offerta proponendosi come agriturismi, ovvero erogando servizi di ristorazione e ricettività alberghiera, che stanno avendo un crescente successo tra i consumatori.

Alcuni operatori si sono attrezzati quali fattorie didattiche per consentire ai giovanissimi la scoperta del mondo agricolo e delle fonti primarie della loro alimentazione; altri hanno realizzato fattorie solidali in cui sono inseriti nel lavoro dei campi anche soggetti con disabilità, che riescono a svolgere semplici operazioni migliorando la loro vita e la stima di se stessi.

Le istituzioni guardano oggi con interesse all'evoluzione del mondo rurale e alle sinergie che si possono creare con gli operatori del settore. In particolare, la Regione Marche è antesignana di una inedita iniziativa che coinvolge alcune aziende agricole, denominata Agrinido di qualità, rivolta ai bambini di età compresa tra uno e tre anni. Il format è stato ideato dalla Fondazione Chiaravalle-Montessori (ricordiamo che Maira Montessori era nta a Chiaravalle) è realizzato in partnership dalla Regione Marche e dal Comune di Chiaravalle. Esso consiste in un modello educativo innovativo, che si declina in due versioni, una più tradizionale è un'altra ispirata ad una pedagogia montessoriana.

La prima esperienza pilota è iniziata nel gennaio 2012, e in pochi mesi il suo successo ha consentito di realizzare una rete denominata "Agrinido di qualità" che coinvolge aziende agricole di diversi comuni (Pievebovigliana, San Ginesio, Fermo, Tavullia, Gagliole).

La Regione Marche, usufruendo dei Fondi europei, ha finanziato l'adeguamento delle strutture agricole, i costi di gestione e i corsi di formazione in Agricoltura sociale per i coltivatori. Ottenendo un duplice risultato: diversificare le fonti di reddito dell'impresa agricola e proporre una diversa modalità di servizi per l'infanzia. Ma non solo, poiché nella politica agricola regionale il programma Rurale sociale sarà esteso ad altre tipologie di intervento, come ha esposto l'assessore all'Agricoltura Paolo Petrini:

"La Regione Marche prosegue nell’impegno per la valorizzazione dell’impresa rurale come fornitrice di servizi sociali e di welfare locale non solo in favore dell’infanzia. Proseguiremo, infatti, con progetti per la residenza degli anziani, per il trattamento di disabilità e per altre situazioni di disagio, estendendo così quel ruolo sociale dell’azienda agricola che intendiamo sempre più incentivare”.

L’azienda agricola diventa il centro di un progetto sociale, che viene di volta in volta personalizzato sulle esigenze degli utenti (anziani, disabili, ecc).

Una best practice che ci si augura sia adottata in altre Regioni, poiché l’agricoltura sociale è uno strumento non solo di diversificazione economica per le imprese del settore, ma soprattutto uno strumento di cultura del territorio e del cibo che può essere di aiuto per mantenere vive le tradizioni locali e per trasmettere alle nuove generazioni una educazione al rispetto della natura e alla sana alimentazione, a contrasto dei dannosi modelli di consumo globalizzati.


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