EVENTI

Onde femminili

05/11/2019
di Camilla Santoro

Si è tenuto ieri- 4 novembre- presso il Centro Studi Americani, l’evento del ciclo “Women Bridge the Ocean” organizzato in collaborazione con AIEA- l’Associazione Italiana Revisori dei Sistemi Informativi che collega coloro che svolgono attività di governance, audit, controllo e sicurezza in campo IT in collaborazione con ISACA- Information Systems Audit and Control Association.
 
“Prepare to lead, raise awareness, build alliances” - Women Empowerment in Technology with a focus on Cybersecurity”, questo il titolo dell’incontro che ha visto protagoniste figure femminili che, attraverso la loro esperienza di vita e professionale, hanno raccontato al “parterre” del Centro Studi Americani l’importanza di valere come donne. Si è entrati subito nel vivo del coinvolgimento attivo/passivo delle donne negli ambiti informatici. Secondo la relazione DESI (indice di digitalizzazione dell’economia e della società), a livello europeo l’Italia si colloca al 24esimo posto fra i 28 Stati membri per il 2019. Le unità di misura prese in considerazione sono: la connettività a banda larga; le competenze digitali; l’utilizzo di internet; la digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici digitali; lauree nel settore TIC; Big Data; preparazione al 5G. Punti essenziali spiegati dal Dott. Stefano Niccolini, Presidente ISACA/AIEA, che ci ha mostrato una fotografia della situazione e dell’amaro Gender Gap ancora esistente nelle retribuzioni tra uomo e donna. Altra triste fotografia ha riguardato la percentuale di donne laureate in Ingegneria o Fisica: secondo le statistiche 1 su 10.000 è un ingegnere donna in telecomunicazioni.
 
Dopo questa breve, necessaria e grigia panoramica, ha preso la parola la Dott.ssa Sanja Kekic- Presidente di ISACA Belgred Chapter e SheLeadsTech. Il suo è un Background di informatica e matematica e promuove i valori fondamentali di ISACA nel mercato serbo sostenendo progetti IT e processi aziendali in Serbia. Ci ha raccontato la mission di queste attività: “engage and empower to be a leader”. Promuovere conferenze ed eventi; creare partnership con altre associazioni per cooperare in Europa ed incoraggiare le donne a condividere le proprie esperienze. Solo così si può iniziare da giovanissime ad entrare nell’ottica che possiamo diventare delle leader.
Su questa scia hanno incominciato a parlare le altre ospiti della serata coordinate dalla giornalista Barbara Carfagna. Ciascuna di loro, in ordine di apparizione, Paola Girdinio- Consigliere Amministrazione ENEL e Rettore Università di Genova; Barbara Borasca- Head of Market Analysis & Competitive Positioning, Leonardo; Marella Folgori- Vicepresidente Europeo per line Cybersecurity di Oracle; Carolina Gianardi-Consigliere di Amministrazione IAG; e Loredana Mancini- Cybersecurity Senior Consultant, Business Development, Diversity, con una storia da raccontare sulle difficoltà che hanno incontrato, per via del loro status, a farsi avanti in una società ancora (?) maschilista e molto poco anticonformista su alcuni aspetti.
 
“La donna viene preparata a diventare una buona moglie e una buona madre”. Frase senza dubbio conturbante, ma per un attimo vorrei andare al di là della critica maschilista, perché non è di questo che si è trattato, e soffermarci proprio sul pensiero che la donna ha di sé. All’unanimità si è detto che forse siamo noi che ci facciamo poco marketing e siamo poco aggressive, precludendoci possibilità che potremmo provare a chiedere con veemenza. Fare autocritica è sicuramente un buon passo avanti. La competizione che nasce viene giustificata dal fatto che i pregiudizi si sviluppano, a volte, all’interno di noi stesse. Complice molto la società, direi italiana, visto e considerato che nelle multinazionali estere la problematica sul Gender Gap si sente molto meno.
 
La famiglia, la cultura vissuta da piccole, sono il caposaldo per creare la fiducia dentro di noi; la figura che decidiamo di avere accanto per la vita, dovrebbe essere il nido che crea il supporto concreto e ideale per non sentirsi in colpa a voler scegliere una carriera. Un connubio perfetto ma che non sempre si riesce ad ottenere per i motivi più svariati. Per questo è fondamentale elargire conoscenza, promuovere l’inclusione e far avvicinare le ragazze, fin da giovanissime, a tutte le possibilità che il mondo offre- in particolare quello dell’informatica- perché con il progresso e l’innovazione si avrà sempre più bisogno di figure esperte nei campi IoT, IA, Financial Services.
Cercare di supportare le nuove leve rafforzandole lungo il cammino, essendo piuttosto difficile analizzare le proprie capacità dal momento che nelle scuole non sempre si viene aiutati a capirle.
 
L’obiettivo è far innamorare i ragazzi alle materie scientifiche anche attraverso incontri formativi presso aziende che li aiutano a stare a stretto contatto, per qualche giorno, con donne con carriere importanti. È la comunicazione diretta lo strumento efficace che può dare consapevolezza, informare e offrire un insegnamento concreto alla futura classe dirigente.
 
 “Il sapere, chi ce l’ha, lo deve seminare come si semina il grano”, disse un famoso scrittore siciliano scomparso questa estate. Andare oltre la tradizione, oltre la definizione, oltre l’apparenza richiede dei sacrifici ma è un dovere farlo. Le università per sole donne (in Corea) sono una estrema misura, e le estremizzazioni non hanno mai portato buoni risultati. Si sta al mondo insieme, e noi donne possiamo fare la differenza.
 
 

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