GIOVANI

Francesco Nicotri, Forum Nazionale dei Giovani

19/02/2010
di Andrea Chiappetta

Intervistiamo Francesco Nicotri, uno dei promotori del prima corso intergenerazionale “Narrare l'economia e l'etica. Dieci punti di vista per le nuove generazioni”.

Francesco, sei uno studente universitario che sta completando i suoi studi, come è nata l'idea?

Innanzi tutto grazie per questo spazio di informazione, per niente scontato. La volontà di dar vita al corso, a cui tu hai fatto riferimento, nasce dalle esperienze sin qui maturate come studente dell’Università Luiss. In particolare, determinante è stata la convinzione che nel XXI secolo solo le società aperte possono sopravvivere. E in questo senso il Forum Nazionale dei Giovani si è, sin da subito, configurato come naturale terreno di prova e di sperimentazione e il corso - nella constatazione di un tendenziale depotenziamento delle sedi tradizionali di confronto pubblico - si è proposto come luogo dove fare un’autentica esperienza di dialogo con autorevoli protagonisti dell’economia, della politica e della cultura e delle religioni del nostro Paese, oltre dove potersi informare ed imparare.

La scommessa appare vinta, considerato l’elevato di corsisti (più di 160) che è il risultato nella maggior parte dei casi del semplice passaparola. Ma, soprattutto, questi dati hanno confermato la mia tesi secondo cui noi giovani, troppe volte accusati di un’ingenerosa debolezza concettuale e di orientamento, siamo ancora sensibili alle grandi proposte e alle impegnative sollecitazioni.

Perché è stato scelto il tema narrare l'etica e l'economia ?

L'attenzione al tema economico è stata motivata dal fatto che, quello del corretto uso delle risorse per vivere l'esistenza, coinvolge davvero tutti. Ecco perché – come ben spiegato nella presentazione del corso da Mons. Samuele Sangalli, direttore scientifico del nostro corso - nella fase di storia dell'Occidente in cui ci troviamo a vivere, spesso difficile da definire se non con rimandi a ciò che non c'è più (post-moderna, post-ideologica, post-cristiana), nella difficoltà di trovare interessi comuni capaci di stimolare energie per un lavoro sinergico, si ritiene che l'attenzione alla tematica economica sia un ottimo punto di partenza. Per avviare alla riflessione sulla pertinenza del discorso etico. per prendersi cura della vita del singolo e della comunità, per costruire la maturità umana di ogni giovane come un adultità che non sia distonica tra competenza professionale e statura morale.

In un periodo storico, poi, in cui «L’arte di narrare – come scriveva Walter Benjamin - si avvia al tramonto. Capita sempre più di rado d’incontrare persone che sappiano raccontare qualcosa come si deve: e l’imbarazzo si diffonde sempre più spesso quando, in una compagnia, c’è chi esprime il desiderio di sentir raccontare una storia» - si è prescelto l’approccio narrativo, perché ha una forte capacità di orientare; poiché narrare storie significa mettere in circolo valori, direzioni, orientamenti.

In questa prospettiva metodologica si sta affrontando l’esame del rapporto possibile tra etica ed economia, considerando più punti di vista (il punto di vista è ciò che ci governa nel fare le cose) magari per confermare i propri ma dopo aver fatto un giro largo che consenta di guardare le cose da angolature che sono differenti.

Il primo incontro ha visto partecipare due importanti relatori, il primo è stato il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, il secondo Mons. Samuele Sangalli, che messaggio hanno trasferito ai numerosi giovani presenti ?

Nell’intervento del Direttore De Bortoli abbiamo potuto ri-leggere e ri-comprendere la crisi, potendo ciascuno farsi una propria compiuta valutazione delle responsabilità collettive ed individuali e delle distorsioni generatesi.

La relazione del Prof. Sangalli ha reso ragione dello schema che si è voluto assumere nell’organizzare il corso, con importanti sollecitazioni ai giovani corsisti a diventare protagonisti della fase storica che viviamo e indicando nell’incontro con l’altro (o con una cultura “altra”) la strada da percorrere per ritrovare l’uomo e i valori che qualificano l’umano.

L'iniziativa, coinvolge numerosi università, queste attività possono essere viste anche sotto l'aspetto dell'aggregazione? Roma ha numerose università, ma che per ovvi motivi è impossibile frequentare e quindi confrontarsi con gli altri studenti, incontri di questo tipo, oltre all'importante aspetto culturale formativo, contribuiscono anche a far aggregare giovani con diverse esperienze, culture etc ?

In parte, credo, di avere già risposto involontariamente. Alla base del nostro corso vi è questo grande sforzo di incontro e di pensiero, a cui fai fatto cenno. Dialogo che se non è scontato tra i giovani di una stessa facoltà, figuriamoci di una università diversa o peggio ancora di religione o cultura differente da quella prevalente.

In questo senso, il vantaggio competitivo del corso è rappresentato proprio dall’istituzione che l’ha promosso ed organizzato: il Forum Nazionale dei Giovani. Così è stato possibile abbattere ogni immaginabile muro e costruire un ponte tra le nuove generazioni per dar vita a questo esame del rapporto possibile tra morale ed economia.

Chi sarà il prossimo ospite ?

Prossimamente vedremo dialogare Pier Luigi Celli (AD e DG della Luiss) e l’imprenditore Claudio Velardi sul tema delle “Organizzazioni ed operatori economici: quali Etiche possibili?” Un tema di grande attualità esaminato da due personalità che per le loro molteplici esperienze sapranno, certamente, apportare un autorevole contributo, con quella freschezza e leggerezza di cui sono entrambi collaudati portatori.


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