GIOVANI

I giovani incontrano Irene Pivetti

10/06/2011
di Federica Chiappetta

Coraggiosa! Entusiasmante! Carismatica! Questi sono solo alcuni degli aggettivi che si sono sentiti echeggiare nella sala dell'hotel Bernini Bristol lo scorso 17 Maggio, una volta finita la conviviale che ha visto come protagonista e gradito ospite del nostro Rotary padrino, il Roma Parioli, l'On. Irene Pivetti.

Seppur nota ai più, per il suo passato politico o per il suo essere un celebre volto televisivo, l'ex Presidente della Camera, milanese di nascita e romana d'adozione, ha mostrato ai molti rotariani presenti un'immagine di sé che in pochissimi conoscevano e immaginavano: la “Lobbysta”. Proprio così si è autodefinita, mentre spiegava ad un pubblico stupefatto e ancor di più interessato, l'origine del suo nuovo lavoro.

Una volta uscita dalla politica, dopo aver vinto la sfida con se stessa nel ricominciare gli studi da giornalista, ha intrapreso, un po' velatamente, la professione di “lobbysta”, professione della quale, per esattezza, in pochi al mio tavolo (per lo più di ospiti rotaractiani) sapevano esistere.

“Fare lobby consiste nel portare avanti gli interessi di una categoria, di una lobby appunto”, queste le parole che con tono incalzante e velocissimo l'On. Pivetti ha usato per definire quello fa.

Ma, nella fattispecie, la categoria che vede adoperarsi l'On Pivetti, è quella delle piccole e medie imprese.

Un lavoro, ci spiega, nato inizialmente a scopo lucrativo che l'ha vista, come spesso nella sua vita, annoverare una serie di successi, soprattutto per il suo “essere stata dall'altra parte” che le ha permesso di usare le giuste leve per convincere chi è al potere ad assecondare alcune iniziative e a tutelare alcuni interessi degli imprenditori.

Ma questo era solo l'inizio. Dopo poco, si è resa conto di quanto fare impresa fosse difficile in questo nostra bella Italia che, il più delle volte, non dà le stesse possibilità a chi nasce in piccoli paesi del sud o del nord.

Da qui, l'idea, un’ idea originale e innovativa di creare una Onlus,la “Learn To Be Free”, che permettesse di raccogliere fondi per creare ex novo o aiutare ad andare avanti le piccole e medie imprese del nostro variegato Paese.

Una sfida che la vede quotidianamente al centro di numerosi rapporti interpersonali che hanno come attori principali imprenditori, giovani, creativi e rappresentanti istituzionali che possano, ognuno a suo modo, darle una mano, dal riferire ad altri quanto abbiamo appreso noi stasera, al creare un contatto con imprese e imprenditori pronti a raccogliere la sfida.

Come fiore all'occhiello dei tanti progetti fin'ora portati avanti con successo e di cui si può avere contezza sul sito www.ltbf.it , quello di un nuotatore professionista che sfiderà se stesso e la natura attraversando il mare da Otranto a Valona (24 ore di percorso, 72 Km) .

Un progetto che la vede, da mesi, lavorare e prendere contatto con autorità italiane, internazionali e che l'ha resa esperta di materie altrimenti a lei lontane, come quella del nuoto, della bioetica e della sopravvivenza.

Grintosa ed emozionata non poteva non scorgersi entusiasmo nelle sue parole, come se vedere i volti dei numerosi ospiti sorpresi ed esterrefatti nell'ascoltarla, fosse la linfa della sua esistenza, lo stimolo necessario per andare avanti.

Dalla platea, inevitabilmente, alcune domande, fra cui una doverosa seppur, forse, un po' scontata: “quanto incide essere Irene Pivetti in questa professione ?” e dall'altra parte un sincero “abbastanza” corredato da quanto in premessa, ovvero il suo passato, la sua credibilità e la sua capacità di “trattare”.

Ma, a mio avviso, soprattutto per il suo animo carismatico, aggettivo chiave che userei per definire una donna-vulcano, che ha trasmesso a chi come me non la conosceva e soprattutto scevra di pregiudizi, delle forti vibrazioni positive .

Grazie onorevole !


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