GREEN ECONOMY

Il sud Italia? E' bio, mentre il nord va in bicicletta

24/06/2011
di Annalisa Mancini

Pubblicato dalla Fondazione Impresa il rapporto ‘Indice di Green Economy 2011 - La green economy nelle regioni italiane’. Indice di benessere alternativo al PIL, l’indice di green economy (IGE) misura l’ecocompatibilità di attività produttive e stili di vita e consumo delle regioni italiane attraverso 21 indicatori di impatto ambientale elaborati a partire da dati ISTAT. I settori analizzati comprendono efficienza energetica e dei trasporti, agricoltura biologica, gestione dei rifiuti, edilizia e turismo sostenibile. Fanno guadagnare punti l’estensione delle piste ciclabili per km2, la percentuale di raccolta differenziata e di rifiuti recuperati, la quota di energia da fonti rinnovabili, il numero di interventi di riqualificazione energetica e la diffusione degli agriturismi.

La palma della regione verde va al Trentino Alto Adige, con il coefficiente più alto (0,86). La regione più virtuosa differenzia il 56,8% dei rifiuti, è ricoperta di piste ciclabili (60 km ogni 100km2 di superficie), si alimenta con energia rinnovabile e ospita i turisti in una diffusa rete di agriturismi. Seguono, distanziate, Basilicata (0,27) e Friuli Venezia Giulia (0,186). Con il 21% di superficie agricola destinata al biologico e il primato degli allevamenti verdi, la Basilicata merita il titolo di regione bio. Per ricettività in agriturismo poi supera il Trentino ma è penalizzata da raccolta differenziata, riciclo e piste ciclabili. ‘La green economy è - e può essere - una vocazione dell’intero Paese e non una prerogativa di una specifica area geografica’: così il rapporto commenta la distribuzione territoriale degli indicatori verdi.

Fanalini di coda, con punteggi negativi, Liguria, Lazio e Puglia, Il Lazio brilla per l'efficienza energetica degli edifici e la superficie destinata al biologico (11,8%) ed è terza per produzione di energia rinnovabile. Pesano le emissioni di CO2, l'85% di conferimento in discarica e l'assenza di piste ciclabili, mentre Liguria e Puglia scontano lo smaltimento dei rifiuti in discarica e la produzione di energia da fonti tradizionali.

Dal punto di vista degli indicatori verdi, il nostro Paese è diviso in macroaree: il Nord Italia si distingue per la gestione dei rifiuti e l’edilizia a basso impatto, la Basilicata e il Molise per la mobilità sostenibile, mentre il centro-sud e le isole sono il regno dell'agricoltura biologica, virtualmente assente in Lombardia e nelle aree alpine. Più omogenea la distribuzione dell'efficienza energetica, con punte di eccellenza anche in Calabria e Campania . Le aziende verdi, soprattutto PMI con certificazioni Ecolabel, ISO 14001 e EMAS, prosperano al centro: Emilia-Romagna, Molise, Toscana e Umbria. Sardegna e Umbria, infine, si contendono il primato del turismo sostenibile.


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