POLITICA

La comunicazione pubblica

16/09/2019
di Francesco Chiappetta

Anche per i politici la parola dovrebbe valere! Chiaramente, la parola dovrebbe valere per tutti ed in questi giorni le chat sono sommerse nel mostrare parole e frasi dette da politici/governanti che vengono “buttate alle ortiche”. La differenza tra le parole ed i fatti è il peso specifico di chi si ritrova nell’arena della Res publica. I romani raccontavano tutto questo con due sostantivi: AUCTORITAS e DIGNITAS. Se non li possiedi, vali molto poco.
 
Pensate un po’, c’è un tale che si chiama Ivan Scalfarotto che dice: “sono costretto, ahimè, a ribadire che dove c’è il Movimento 5 stelle- quelli dell’antipolitica, della demagogia, delle espulsioni, delle fake news e delle aggressioni sulla rete, di Maduro, dei gilet gialli, del ‘no-vax’, della galera facile, dei tagli alla stampa- non ci sono io”.
 
Il suddetto Ivan Scalfarotto è il Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, accanto a Di Maio. Pensate solo per un momento l’incontro con il capo del Movimento 5 stelle- ora suo ministro- ed il “povero” Scalfarotto. È solo un esempio della “comunicazione”, ma ve ne sono altri che si sono espressi nella stessa maniera e per coerenza nominati sottosegretari.
 
Altra persona ancora più coerente è Alessia Morani che declina così: “leggo di appelli al PD finalizzati ad una alleanza con il Movimento 5 stelle. Gli elettori ci hanno detto chiaramente che NON VOGLIONO vederci di nuovo al governo. Per rispetto della democrazia, gli appelli fateli ai vincitori”. Anche questa signora è sottosegretario allo sviluppo economico.
 
La rete sarà il vero strumento tecnologico “forse” per i politici al fine di misurare le parole, in particolare per i propri elettori dei collegi dove sono stati eletti. È chiaro ciò che hanno detto, “io le cose non le tengo per me ma fuggo dal potere”. Consiglio: fosforo e poi un pizzico in pancia prima di parlare.

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