TECNOLOGIA

Processo telematico

07/05/2020
di Camilla Santoro

Vinicio Nardo, presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, tuona così: “l’emergenza sanitaria cambierà inevitabilmente i paradigmi e le grammatiche e si mescoleranno le competenze dell’avvocatura e le specializzazioni saranno diverse: ci sarà più interconnessione tra diritto e società”. Adesso è il momento di interfacciarsi con le conseguenze che questo virus ha portato, in ogni settore e a tutti i livelli, e l’ambito legale non è stato certo risparmiato, anzi. La diatriba riguarda la fattibilità dei processi telematici e l’ardua questione riguardante la qualità di tale processo che non può valere per tutti poiché quello che vale per il civile non si riscontra nel penale. Ulteriori differenziazioni vanno fate per la giustizia amministrativa che ha introdotto delle “udienze virtuali” che hanno preoccupato il Consiglio dell’Ordine di Milano sostenendo che il diritto di difesa non può essere “di fatto così sospeso”.
 
Un’altra figura da menzionare è quella del Giudice di Pace che non possiede di una piattaforma telematica e il 12 maggio, data di cessazione del periodo di sospensione dei termini, verrà sommerso letteralmente dai fascicoli arretrati che si sono accumulati in questi mesi di lockdown. Inoltre, si aggiungeranno le pratiche per le nuove iscrizioni a ruolo. Il supporto telematico potrebbe davvero diventare una necessità e non solo per via della mole di lavoro che avrà davanti a causa dell’arresto totale ma anche perché annualmente, il giudice di pace, ha circa centomila procedimenti- civili e penali. Ma se il settore civile poteva essere più pronto per affrontare tale emergenza attraverso il processo telematico, diverso è per il processo penale poiché, secondo alcuni, verrebbero a mancare alcune garanzie. Pertanto, si è a favore del supporto tecnologico e digitale (anche se è necessario che tutti dispongano degli strumenti adatti per poter lavorare in queste modalità) e quindi atti, impugnazioni e memorie possono essere depositate per via telematica, così come la visione dei fascicoli, ma non si potrà prescindere dalla presenza fisica in aula dopo.
 
Dunque, attenzione alle tutele come ad esempio svolgere alcune attività giudiziarie con l’aiuto della videoconferenza ma solo se viene fatta specifica richiesta da parte dell’imputato o comunque del difensore munito di apposita procura, mentre per quanto riguarda il supporto a 360 gradi della tecnologia non vi è alcun dubbio che questo debba riguardare la scomparsa dei fascicoli cartacei che circolano e/o giacciono nei magazzini.

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