Senza classe media, i consumi non crescono

La struttura sociale si sta evolvendo "svuotando" la classe media, per effetto della standardizzazione di molti lavori impiegatizi, su cui si sta abbattendo la scure dei "tagli" per recuperare produttività: centralini,, servizi di traduzione ed altri impieghi di media e bassa professionalità sono esternalizzati ed affidati ad imprese che delocalizzano oppure gestiscono il personale con contratti a basso costo.

Inoltre il commercio, che specialmente in Italia è stato uno dei settori di riferimento per la classe media, si sta trasformando per effetto delle grandi catene commerciali: i supermercati hanno decimato i negozi di vicinato, e ora sono in sofferenza i settori dell’abbigliamento e dell’arredamento, che mostrano minore appeal rispetto a catene quali Zara, H&M, Ikea. Brand il cui successo è dovuto all’eccellente rapporto qualità/prezzo, ma che si caratterizzano soprattutto per i prezzi medio-bassi. Ne consegue che ai proprietari di negozi, con una loro autonomia economica, si sostituiscono commessi a contratto: è vero che la quantità di occupazione rimane quasi inalterata, ma sono ben diversi i guadagni, in quanto l’utile va alla catena, e agli addetti spetta solo un modesto stipendio.

Infine, si amplia la forbice degli stipendi tra impiegati e top management. J.P. Morgan lamentava le eccessive paghe dei grandi manager negli anni ‘20, indicando quale ricetta per l’equilibrio sociale un rapporto 1:20. Oggi esso è diventato 1:100 e oltre.

La scomparsa della classe media, di cui solo una minima parte accede ad una ristretta élite di ricchi e super-ricchi, è la causa principale della contrazione della domanda interna. 1.200 euro al mese bastano solo per i beni essenziali, mentre la crescita economica richiede una vasta platea di consumatori con maggiore potere di acquisto.

Francesco Chiappetta
Il prof. Francesco Chiappetta, manager d'azienda, è stato docente universitario di vari atenei. Ha profonda esperienza comprovata da incarichi importanti in azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. La sua esperienza diversificata ha l’obiettivo di fornire consulenza direzionale, innovativa e approfondita. E' iscritto all'albo dei giornalisti dal 2005, successivamente nel 2007 pone un’iniziativa editoriale, per la società Si -ies, fondando Sentieri Digitali E-magazine di creatività e tecnologia per la comunicazione d’impresa. L’obiettivo di Sentieri Digitali è dedicato alla Comunicazione d’impresa in senso lato: ovvero dalle grandi imprese alle pmi e gli artigiani, dai professionisti alle PA, dal Marketing agli obblighi d’informazione per le società quotate. L’intero contesto dell’e-magazine è incentrato sui passi evolutivi della trasformazione digitale.

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