Siamo in campagna elettorale!

Abbiamo parlato per “n volte" di cambiamento, innovazione, sviluppo e ricerca. In questo momento alcuni parlano anche di innovazione in scenari che riguardano un Paese come l’Africa, chi come opportunità e chi come criticità, una questione che indubbiamente merita molta attenzione.

La verità è che si cerca di fare dei bilanci di quanto è stato fatto per gli immigrati, per gli sbarchi che si sono verificati, senza ricordare che per molto tempo è stato detto dai più che una presenza così modesta del numero degli immigrati nel nostro Paese “non avrebbe spostato nemmeno una virgola”. Anzi era un’ottima cosa. A distanza di poco tempo si è cambiata opinione, va tutto bene ma servono prima le regole. Chi lo dice? Alcuni pensano che siano posizioni di persone diverse. No! Sempre gli stessi! L’Africa va aiutata ma in maniera seria e concreta cercando nei limiti del possibile di creare degli insediamenti in loco, fare molta formazione e di valorizzare la classe giovane del popolo africano, molti di loro hanno studiato in occidente, e quindi già comprendono il concetto di cooperazione, di sviluppo e concorrenza, sposando una visione di tipo globale. Sanno ben capire quali sono le criticità, quali sono gli investimenti, e in grado di fare accordi a livello internazionale. La verità è che parliamo sempre di supporto di coordinamento, “di che non si capisce” e siamo sempre a quota zero.

In questo momento che il Capo dello Stato scioglierà Camera e Senato per fine legislatura entro il 28-29 di dicembre con proprio decreto, si presume che si vada al voto il 4 di marzo. 3 mesi sono pochi, non, sono tantissimi perchè sentiremo ripetere dalle parti sempre le stesse storie fiino al punto che ancora una volta non si capisce cosa dicono. La preghiera è quella di non invadere le televisioni peggio di come si sta facendo in questo momento a partire dal caffè mattutino su tutte le emittenti, senza nessun rispetto verso il cittadino. Durante la giornata la stessa cosa e non può essere evitato neanche l’ora di cena. Chi sono gli interlocutori, sempre gli stessi quelli che parlano, pensate un po’, di rinnovamento. Probabilmetnte il concetto di rinnovamento, secondo costoro, è che si rinnovano l’abito in occasione dell’incontro televisivo? Basta dirlo!

Il paese non ha bisogno di essere convinto che sta bene, che vive bene, che l’occupazione cammina, che la sicurezza è ottima, che tutti possiamo stare traquilli, furti non ce ne sono e tutti coloro che denunciano quanto detto vivono sulla Luna. Ma non sarebbe meglio fare un’elencazione, non tanto delle cose che vanno bene, come si fa nelle migliori famiglie, ma un’elencazione delle cose che non vanno bene. E possibilmente oltre che enunciarle come un indice di una tesi, sarebbe utile e necessario dire come risolverli, mettendo riferimenti precisi, quanto costa? Dove sono i soldi? Chi ne è responsabile e quando si parte? È pretendere molto? Sembra di si. Provate a mandare in televisione volti compeltamente nuovi, almeno cos’ l’ascoltatore si confonde un po’ pensando che sià una novità. Una novità è certa: un volto non conosciuto, e quindi? Speriamo almeno in questo.

I politici dovrebbero pensare alla svolta digitale, chiedendo aiuto a tecnici, facendosi spiegare l’utilizzo della nuova tecnologia, gli obiettivi, gli investimenti, l’occupazione, eventuali accordi itnernazionali, proposte nuove, ma vere. Proviamo ad evitare discorsi monocorde, monocanale, “monotutto”.

Francesco Chiappetta
Il prof. Francesco Chiappetta, manager d'azienda, è stato docente universitario di vari atenei. Ha profonda esperienza comprovata da incarichi importanti in azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. La sua esperienza diversificata ha l’obiettivo di fornire consulenza direzionale, innovativa e approfondita. E' iscritto all'albo dei giornalisti dal 2005, successivamente nel 2007 pone un’iniziativa editoriale, per la società Si -ies, fondando Sentieri Digitali E-magazine di creatività e tecnologia per la comunicazione d’impresa. L’obiettivo di Sentieri Digitali è dedicato alla Comunicazione d’impresa in senso lato: ovvero dalle grandi imprese alle pmi e gli artigiani, dai professionisti alle PA, dal Marketing agli obblighi d’informazione per le società quotate. L’intero contesto dell’e-magazine è incentrato sui passi evolutivi della trasformazione digitale.

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