Un ritornello pesante: Covid-19

Fino a qualche tempo fa si sarebbe detto che i canali radiofonici e televisivi di Stato non hanno programmi in quanto aprono e chiudono le puntate parlando del Covid-19. Con notizie fortemente imprecise e contrastanti non sanno ancora dire con semplicità il numero dei contagiati, gli asintomatici e deceduti. È un po’ come la ripresa economica per cui quasi nulla si comprende ma forse perché nessuno parla del fatto che il nostro paese, per oltre 100 giorni, è stato chiuso in casa e dunque la produzione è zero o vicino allo zero. Invece, sentiamo dire che ci sono forti miglioramenti ma facendo il calcolo della partenza, per comodità, considerando i 100 giorni di lockdown e quindi con percentuali nuove che inevitabilmente presentano una situazione positiva rispetto ai mesi di marzo/aprile e maggio. Un lettore distratto già di suo capisce poco ma con questo criterio le idee sono sempre più confuse. Eppure, sentendo la stampa estera si apprende che un linguaggio chiaro e semplice si può utilizzare. Sentire gli esperti che si definiscono “non scienziati” con notizie per le quali è sufficiente ascoltare su YouTube per vedere le forti contraddizioni.
 
Il nostro paese era abituato ad andare dal medico specialista, con la speranza di avere una diagnosi e una terapia adeguata. “Il Covid-19 è un signore che viene da lontano” e quindi non è conosciuto dagli scienziati veri e le persone serie hanno subito fatto cenno alzando le mani e dicendo “ne sappiamo poco”. Altri invece si sono chiusi nelle stanze del comitato tecnico scientifico creando caos tra loro, verso il governo e verso il paese. Pensate un po’, in un Paese libero come il nostro i lavori del comitato tecnico scientifico nientemeno sono stati secretati. Cosa vuol dire? Se la terminologia è fortemente tecnico scientifica vuol dire che viene compresa dagli addetti ai lavori e poco invece dai non addetti. Invece, è servito per far dire a tutti i politici di rango, in particolare i rappresentanti del governo, “le nostre posizioni sono nient’altro che la comunicazione da parte del comitato tecnico scientifico”. Oggi tutti fanno passi indietro: erano dentro il CTS per caso, era un gruppo di tipo consultivo ed era di supporto non si sa a chi. Chiudiamo questa parentesi tristissima con la speranza che sia di lezione a chi poco riesce a governare e dovrebbe prenderne atto parlando al Paese in modo chiaro.
 
È molto interessante per noi, come DIHV e SI-IES, che approfondiamo i processi digitali seguire il caso dell’Estonia. Paese indubbiamente piccolo ma che hanno digitalizzato per intero creando cose semplici, chiare e, come si suol dire, a disposizione dei cittadini. Hanno creato “Xroad” spendendo dagli 8 ai 10 milioni per tentare di digitalizzare i servizi e ne hanno messi online 2.273. Poi hanno puntato sull’identificazione digitale creando una sola tessera elettronica consentendo di fare tutto da casa. Hanno creato “Edicar”, tutto per la PA e quindi gli imprenditori e i cittadini sono stati tutti messi nelle condizioni di avere servizi che vengono erogati, compresa quando serve la relativa certificazione del documento che chiedono. L’Estonia risparmia 300 metri di carta al mese e un’altezza pari a quella della torre Eiffel. Aprire una nuova società, in Estonia, lo si fa certamente tramite portale e il tutto in un tempo impossibile pari a 13 minuti con un costo complessivo di ben 180 euro. Il nostro Paese è così tanto distante che occupa il venticinquesimo posto tra i 28 Paesi sull’indice di digitalizzazione (indice DESI) e questo dovrebbe farci riflettere molto. In Estonia (paragonabile a Milano) invece si incentivano le aperture delle società, vista la prassi semplice, ed è lo Stato al servizio del cittadino e non l’inverso.
 
Dal fronte immigrazione forse siamo riusciti a farci sentire dall’Europa? Domanda retorica. È stata trovata una soluzione che consiste nel “non facciamo sbarcare gli immigrati a terra ma li passiamo dentro un’altra nave. Almeno non scappano”. Questo non è sequestro di persona in quanto gli viene comunicato, e in maniera univoca, che sono costretti ad andare sulla nuova nave e rimanere lì e, considerando l’attuale emergenza sanitaria non si riuscirebbe neanche a capire chi e se è portatore di Covid, chi no. Come cittadini si arriva al punto di essere fortemente mortificati in quanto si commettono degli errori così gravi e il nostro Paese sta clamorosamente abbassandosi dal punto di vista culturale, formativo ed informativo. Speriamo un giorno di riuscire a capirne le dinamiche e il perché di alcuni atteggiamenti e soprattutto capire perché la scuola può aprire secondo volontà altrui mentre il ministro ha immediatamente, da tempo, assicurato che l’apertura sarà per il 14 di settembre. Sono notizie che si rincorrono tra loro e rischiano di creare un cortocircuito in una situazione di crisi non solo sanitaria ma anche istituzionale e culturale.
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Francesco Chiappetta
Francesco Chiappetta
Il prof. Francesco Chiappetta, manager d'azienda, è stato docente universitario di vari atenei. Ha profonda esperienza comprovata da incarichi importanti in azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. La sua esperienza diversificata ha l’obiettivo di fornire consulenza direzionale, innovativa e approfondita. E' iscritto all'albo dei giornalisti dal 2005, successivamente nel 2007 pone un’iniziativa editoriale, per la società Si -ies, fondando Sentieri Digitali E-magazine di creatività e tecnologia per la comunicazione d’impresa. L’obiettivo di Sentieri Digitali è dedicato alla Comunicazione d’impresa in senso lato: ovvero dalle grandi imprese alle pmi e gli artigiani, dai professionisti alle PA, dal Marketing agli obblighi d’informazione per le società quotate. L’intero contesto dell’e-magazine è incentrato sui passi evolutivi della trasformazione digitale.

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