La Logistica del Covid

Arrivano buone notizie. Sembra che sia stato trovato il farmaco per combattere il Covid.

Il vaccino contro il Covid, da esami effettuati, sembra che sia efficace al 90%. Si tratta del colosso farmaceutico Pifzer-Biontech. Sono almeno 11 i vaccini sperimentali anti-covid arrivati alla fase 3, l’ultima prima di chiudere la registrazione ed avviare la distribuzione su vasta scala. In generale, sono 52 i farmaci sperimentali tentati su gli umani e altri 87 sugli animali.

Il problema scatta in un momento particolare, poiché vi sono degli aspetti logistici di difficile risoluzione.

Per quanto riguarda il trasporto sono stati certificati due aeroporti, uno è quello di Fiumicino (Roma) e l’altro è quello di Malpensa (Milano). Pertanto, il farmaco arriverà probabilmente con container per mezzo di aerei. I trasporti devono essere immediatamente trasportati “nella catena del freddo”, a -80 gradi. Il nostro Paese non è sicuramente organizzato in questo senso, poiché le dosi che dovrebbero essere somministrate in una prima istanza sono di 3 milioni e mezzo, pari al 13,5% del totale. Queste dosi interessano un 1,7 milioni di persone, in quanto, per ogni soggetto, sono necessarie due somministrazioni.

Si parla di utilizzare le caserme ai fini dello stoccaggio per il vaccino per il Covid-19

Potrebbe essere una soluzione, ma pare evidente che non sono munite della catena del freddo. I trasporti, secondo indiscrezione del Ministero della Difesa, possono avvenire per mezzo di camion APS dell’Esercito. Questi ultimi, sono mezzi 4×4 capaci di trasportare containers frigo. Questa funzione di trasporto può avvenire anche attraverso l’Aereonautica, per mezzo del C-130, sempre con containers omologati o celle frigorifere.

Una prima ipotesi potrebbe essere quella di creare un centro di accettazione a Fiumicino

Dal punto di vista logistico, creare quindi una specie di Hub, per poi organizzarsi nella distribuzione sul territorio nazionale. Vi è l’ipotesi di far somministrare i vaccini direttamente dalle farmacie o attraverso il medico di medicina generale. Portiamo ad esempio alcune policies adottate dagli altri paesi dell’Unione Europea. Per esempio, in Norvegia la distribuzione della prima dose verrebbe fatta da parte dello stato, mentre la seconda dalle farmacie. L’ Inghilterra ha adottato un approccio diverso, infatti la somministrazione potrebbe essere fatta al Central Park Stadium per poi farle somministrare da medici e farmacisti. In Belgio, l’orientamento è verso il settore delle farmacie. In Finlandia e Svezia, si è pensato ai farmacisti ed hanno già previsto 6000 punti di raccolta. In Germania, hanno individuato 60 centri di cui 15 solo a Berlino. La Svizzera provvederebbe direttamente l’esercito.

Un’ultima ipotesi potrebbe essere quella dei supermarket

Un’ultima ipotesi, che potrebbe sembrare bizzarra, quando probabilmente ha una sua logica, è quella dei supermercati. Come? Sarebbe interessante far emergere le realtà del nostro Paese che rientrano nella grande distribuzione organizzata (GDO). I supermercati, infatti, poiché dotati di grandi spazi, e avendo celle frigo molto ampie, potrebbero essere una soluzione in via temporanea. Questi potrebbero divenire centri di distribuzione chiaramente forniti della catena del freddo. E’ evidente che sono necessari sistemi di sicurezza idonei. A partire da una modesta telecamera – wireless, con i dovuti accorgimenti di segnalazione, sia di tipo acustico sia di tipo luminoso – fino a modelli di sicurezza tecnologicamente avanzati.

In questo caso, bisogna pensare ad un’interazione di tipo telematico

Tra ”paziente-farmacia-medico di base” il mezzo di informazione può avvenire o con un semplice sms sul cellulare o con l’utilizzo di una chatbot, principalmente ai fini sia del controllo del soggetto vaccinato sia ai fini di allert per il secondo richiamo.

L’ipotesi di lavoro è stata elaborata da parte della SI-IES per quanto riguarda gli aspetti logistici ed organizzativi mentre la parte della digitalizzazione vi è certamente il supporto del Digital Innovation Hub Virtuale (www.dihv.it). La proposta dovrà tenere conto che è una soluzione di tipo temporaneo ed in quanto tale bisogna fare degli investimenti che diano sicurezza MA PER UN PERIODO CONTENUTO.

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