Biamonte chiama l’Europa

Il Prof. Avv. Alessandro Biamonte, membro ordinario del DIHV, ha sollevato un problema molto delicato ed importante. L’oggetto della problematica riguarda l’informativa privacy di Whatsapp per il 2021 che si doveva accettare entro il 15 maggio 2021 per continuare ad usare a pieno il social network. Il Garante del nostro paese aveva affermato che l’informativa confonde gli utenti. Il problema sollevato dall’avv. Biamonte ha scaturito un forte interesse da parte del Garante GPDP per la protezione dei dati personali che ha risposto, precisando che il Garante ha fornito un proprio avviso con un comunicato stampa, rimettendo il tutto alle Autorità Europee di protezione dei dati. Successivamente Whatsapp ha comunicato pubblicamente di avere differito la modifica nell’informativa al 15 Maggio 2021. Infatti, l’Autorità Europea ha provveduto in data 10 Maggio 2021 con misure provvisorie ai sensi dell’art.66 par.1 del Regolamento, vietando a Facebook, per tre mesi, il trattamento dei dati personali degli utenti Whatsapp residenti in Germania. La stessa Autorità ha inoltre richiesto all’European Data Protection Board (EDPB) di adottare una decisione vincolante d’urgenza ai sensi dello stesso art.66 par.2 del Regolamento. All’esito di tale procedura, l’EDPB ha adottato lo scorso Luglio un documento attraverso il quale ha preso atto delle dichiarazioni presenti in corso di istruttoria da Facebook e Whatsapp, ma ha stabilito di non avere elementi sufficienti per escludere che Facebook tratti i dati degli utenti di Whatsapp come titolare del trattamento.

Per tali ragioni, l’EDPB ha invitato l’Autorità di controllo irlandese, in quanto autorità capofila, a svolgere ulteriori indagini su trattamenti concretamente posti in essere da Facebook. Tali indagini dovranno essere svolte, come già avviene, facendo pieno uso degli strumenti di cooperazione previsti dal Regolamento, coinvolgendo pertanto tutte le Autorità Europee interessate, tra cui il Garante.

Il prof. Biamonte, attento e puntuale sugli argomenti, co questa sua considerazione che ha investito l’autorità garante, ha messo in luce un tema delicato che riguarda il mondo di Whatsapp. Le considerazioni sono che l’autorità del nostro paese si è mossa a livello europeo e, allo stesso tempo, abbiamo riscontrato che nè Whatsapp nè Facebook possono leggere ii messaggi privati o ascoltare le chiamate; nessuno è tracciato tra le persone che uno chiama o invia messaggi; Whatsapp non condivide i messaggi con Facebook, i gruppi rimangono privati e puoi scaricare i tuoi dati.

Da quanto descritto, il prof. Biamonte ha veramente centrato e sollevato, da fine giurista, un problema che per i più era passato un pò inosservato.

 

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