I dati e la sicurezza informatica

L’affermarsi della società dell’informazione e la crescente dimensione digitale nella vita quotidiana, determinano nuove modalità di fruizione dei servizi.

L’argomento investe la vita privata, lavorativa e professionale. Secondo quanto afferma Martin Helbert dell’Università della California, il 98% delle informazioni raccolte dagli umani nel mondo è registrato in formato digitale. La sicurezza parte dalla rete che può essere fisica, lan, wireless, ponte radio, ecc. Nell’ambito dello stabile fisico ove vi sono uffici, vi sono cellulari, pc, smartphone, tablet, lavagne luminose, l’ufficio ha una piccola, media o grande banca dati da interrogare. Da non dimenticare poi l’avvento di industrie, imprese e servizi 4.0.

Pensate ad un ordine professionale degli avvocati di Roma, ve ne sono 24000 che da soli producono 240000 dati. Quanti fascicoli aperti ci sono a nome  dei vari clienti? Quanti dati possono essere violati e trasformati in minacce alla privacy ed alla sicurezza complessiva. Si sostiene che i data center sono le nuove raffinerie. I dati vengono estratti, raffinati e scambiati.  Per alimentare industrie ed economie. Nel 2016 il mercato dei dati europeo aveva raggiunto quasi 300 miliardi di euro ed era proiettato verso i 740 miliardi nel 2020 arrivando a rappresentare il 4% del Pil dell’Unione Europea.

L’industria o impresa 4.0 ne sono un esempio di questa trasformazione che stiamo vivendo anche se secondo SI-IES il fenomeno è molto più ampio. I settori interessati sono veramente diversi come ad esempio i servizi professionali, il settore farmaceutico e chimico, ma anche quello agricolo.

Il dato trasforma il business. Quello italiano è il quarto mercato europeo dei dati personali dopo Gran Bretagna, Germania e Francia. La raccolta digitale delle informazioni tra grandi aziende e piccole medie imprese. Il valore di big data e profilazione.

I dati influenzano e migliorano la pianificazione delle attività produttve, comprende preventivamente le esigenze del cliente attraverso l’analisi grazie al cloud computing.

Big Data, Analytics, Business intelligence e Data science italiane. In tutto alle imprese giungerà aiuto dal piano industria 4.0 e dagli incentivi come l’iper e super ammortamento che agevolano gli investimenti in innovazione e digitalizzazione, come ad esempio l’additive manufacturing, cloud, cybersecurity, big data e analytics.

Si tratta di misure che mirano ad alzare il costo deducibile dei beni hardware e software, acquisti per trasformare l’impresa in chiave tecnologica e digitale. Il superammortamento consente di portare il costo di un bene strumentale come pc, tablet, monitor, smartphone, deducibili al 130%.

Se i big data sono un business, lo si deve agli strumenti di analytics. Gli analytics sono strumenti che impiegano modelli e metodi matematici di forecasting, statistica, machine learning e ottimizzazione. In tutto ciò vi è il problema del controllo a partire dall’abuso di posizione dominante, alla violazione della privacy, i rischi sono certamente amplificati nell’economia dei dati. La sicurezza informatica è complessa a partire dalle minacce della rete, alle strategie di difesa; la tutela dell’impresa, sia grandi a ziende e sia pmi, e la stessa pa deve intervenire la pèrotezione assicurativa. La protezione dei dati stimola l’innovazione tenendo presente che le imprese devono adeguarsi alle nuove regola sulla privacy, tenendo sempre presente che il cliente è sempre al centro. Serve una adeguata strategia aziendale e digital transformation.

Andrea Chiappettahttp://www.andreachiappetta.it/
Creo ecositemi, credo nell’innovazione e penso che lo studio continuo e il confronto siano gli ingredienti per realizzare sinergie e soluzioni. Autore di Italia.Next edito da Rubbettino.

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