Social Network e salute mentale: dove guardare


Spesso negli ultimi anni si è sentito parlare degli effetti negativi dei Social Network sulla salute mentale dei propri fruitori, specialmente se in età adolescenziale. È dunque interessante studiare e capire come delle piattaforme costruite con l’intento di edificare imponenti reti sociali e connettere gruppi di individui tra loro possano avere un impatto fortemente negativo sul piano sociale.

 

L’eliminazione dei preconcetti

Per muoverci nella direzione giusta abbiamo bisogno di pulire la nostra analisi da tutti quei preconcetti e luoghi comuni relativi ai Social Network e ai loro effetti negativi sui fruitori. Il primo preconcetto che voglio analizzare è quello, che in molti presentano, di sottolineare come la digitalizzazione delle relazioni sociali (causata principalmente dall’introduzione delle chat virtuali), abbia annullato totalmente i rapporti dal vivo. Si tratta evidentemente di una forte deviazione dalla realtà. Pur non mettendo in dubbio la pervasività dei Social Network nel dare vita a buona parte delle relazioni sociali e nel diventare arena di scambio sociale non paragonabile a nessun luogo fisico, ci tengo a sottolineare che uno scenario distopico in cui gli individui perdano interesse verso le frequentazioni non virtuali sembra ancora molto lontano. Altro bias cognitivo che ho individuato è quello di addossare ingenti responsabilità alla nascita del mondo delle “social celebrities”. È innegabile la presenza di un’ossessione verso alcuni idoli dei Social Network, le cui gesta vengono spesso ricalcate pedissequamente da molti dei sostenitori appartenenti al loro seguito, così come è innegabile il fatto che anche questo fenomeno, come qualsiasi altro fenomeno sociale e culturale esistente, sia stato ingigantito dall’estensione delle piattaforme social. Tuttavia, non mi sembra corretto parlare di un fenomeno di rottura con il passato. Il culto delle celebrità, perpetuato in passato mediante mezzi e modalità differenti, è qualcosa di tanto antico quanto connaturato alla nostra società. Niente di particolarmente nuovo dunque. Ma allora quali sono i veri grandi problemi?

I tre grandi problemi

Il primo grande problema connaturato alla sanità mentale e al benessere psichico, specie se in età adolescenziale, è, secondo la mia analisi, la nascita del fenomeno della cosiddetta quantificazione dei consensi.

Numerosi studi psicologici sottolineano come, specialmente nel periodo di crescita e formazione di un individuo, sentirsi accettati dal contesto sociale è condizione necessaria e fondamentale per la sanità mentale e psichica dello stesso. E molte delle deviazioni sociali nascono dall’avvertita non accettazione sociale nei propri confronti. I Social Network, introducendo la possibilità di quantificare quello che è umanamente avvertito come il consenso sociale degli individui, hanno permesso di sentenziare o ufficializzare, nero su bianco, il livello di popolarità e inclusione del singolo. Di conseguenza ad assumere un carattere più forte e impattante sono anche la non popolarità e l’esclusione di chi si trova ai margini.

Il secondo grande problema da me analizzato è legato invece alla deformazione dei canoni di bellezza, anch’essa connessa al discorso precedente sulla quantificazione dei consensi. La pubblicazione di immagini personali sui Social diventa una grottesca gara a chi appare meglio. Diversi studi hanno evidenziato come tale fenomeno porti inevitabilmente, in ultima istanza, alla non accettazione della propria immagine, perché confrontata con canoni di bellezza irrealistici che concorrono tra loro per affermare uno stereotipo che supera fortemente quello naturalmente scibile. “La bellezza è soggettiva”. “La bellezza non è tutto”. Ma i Social Network concorrono ad annullare la soggettività dei canoni estetici e tendono a misurare gli individui sulla stessa bellezza, permettendo a quest’ultima di accumulare un’importanza prima molto più relativa.

Il terzo grande problema risulta essere invece l’enorme esposizione mediatica a cui ogni singolo individuo è sottoposto, fenomeno di assoluta rottura con il passato. Il diritto all’oblio ottiene dunque nuovo peso e significato, e va messo su un piedistallo di fronte ai rischi derivanti dall’illimitata riproducibilità dei dati online. Un contenuto pubblicato sul web può essere salvato, scaricato, e diffuso rapidamente a un pubblico di persone ampissimo. Quando commetti un errore su un Social Network, non puoi eliminarne le tracce. E a livello psichico questo lascia una finestra aperta dentro le camere della propria mente che sembra non poter essere rimossa. Rimuovere è difficile per gli esseri umani, e a volte fondamentale. La psicoterapia si occupa di questo. E se il web ostacola la rimozione, allora la psiche degli individui non può che uscirne danneggiata.

 

In conclusione, i gestori delle piattaforme Social, come già hanno iniziato a fare, devono prendere in forte considerazione questi effetti collaterali e cercare di limitare i danni. A pagarne le conseguenze saranno sennò le generazioni presenti e future, che nasceranno e cresceranno, in un modo o nell’altro, masticate da un mondo artificiale in grado di divorare tutto e tutti senza pietà.

 

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