WhatsApp e la "scrittura segreta"

I progressi tecnologici sono stati non solo considerevoli ma anche essenziali ad esempio per l’invio e ricezioni delle immagini, video, gif, musica e molto altro quasi in tempo reale e nel modo più interattivo possibile.
 
Nonostante tutte le altre esistenti modalità di comunicazione, la messaggistica mobile è rimasta e continua ad essere il metodo di comunicazione preferito. Infatti, l’applicazione di messagistica istantanea, con la più rapida diffusione nella storia dei mezzi di comunicazione è WhatsApp, creata nel 2009 da Jan Koum e da Brian Acton. Un punto qualificante e sul quale hanno lavorato molto è quello riguardante la tutela della riservatezza degli utenti. Tra il 2011 e il 2012 emerse un duplice problema non solo per la presenza di minacce per il business, a causa degli attacchi alla sicurezza, ma anche da un punto di vista etico. Diversi “criminali informatici” riuscirono a cambiare lo stato degli utenti registrati su WhatsApp e questo evento ha “fortunatamente” portato ad un primo approccio alla crittografia, che a tal punto si è rivelata necessaria. Nel 2014 Moxie Marlinspike, esperto in crittografia, ha proposto una soluzione “End-to-End” cioè da estremo a estremo, in grado di garantire la tutela della privacy a tutti i cittadini/utenti.
 
Vi è un gruppo di ricercatori tra matematici ed informatici i quali hanno creato un algoritmo di cifratura che permette di mettere in pratica lo schema di Diffie-Hellman, vale a dire l’idea della crittografia asimmetrica per la sicurezza dei protocolli di comunicazione. Un esempio dello sviluppo della crittografia asimmetrica è l’algoritmo RSA, basato su principi matematici a partire dai numeri primi, inventato da Ronald Rivest, Adi Shamir e Leonard Adleman utilizzabile per cifrare o firmare informazioni. Un altro esempio è Curve25519, una crittografia ellittica (ECC) che offre 256bit di sicurezza ed è stata progettata per essere usata con lo schema della Curva ellittica DIffie-Hellman (ECDH).
 
È piuttosto interessante capire i progressi degli ultimi anni nel campo dell’informatica, la quale ha subìto varie trasformazioni fino ad arrivare ai Big Data e Data Analytics. Che l’argomento sia complesso di evince dal ruolo che ha assunto la matematica, laddove le trasformazioni risultano essere più radicali. Pertanto, partendo dalla teoria dei numeri sappiamo che la crittografia comprende: la privacy differenziale, la protezione dei dati, crittografia delle comunicazioni, firma digitale, Blockchain, criptovaluta per arrivare all’algebra lineare con calcolo quantistico, previsione del comportamento, Big data, riconoscimento di immagini e deep learning. In questo contesto si parla di una delle più rilevanti teorie nel campo della matematica ovvero “la teoria dei grafi”. Si tratta dello studio di grafi, appunto, cioè “oggetti discreti che permettono di schematizzare una grande varietà di situazioni e di processi e consentirne spesso delle analisi in termini quantitativi e algoritmici”.
 
La teoria dei numeri e la crittografia si sono gemellate quando l’esplosione della comunicazione ha reso impossibile la protezione dei dati. Le criptografie digitali più estese, ad esempio, attingono dai lavori di Pierre de Fermat sui numeri primi. La statistica e il suo Machine Learning sono fondamentali nell’analisi dei dati massivi che caratterizza l’era digitale. Le sue applicazioni sono divise così come le menti geniali che vi hanno contribuito, da Gauss a Turing passando per Bayes e Legendre.
 
Spesso leggiamo sulla stampa, o media in generale, di questo inseguimento verso la creazione di nuovi modelli. In molti casi è indispensabile avere anche la conoscenza minima nei sistemi appena descritti in quanto per garantire i servizi/prodotti digitali, a partire da WhatsApp, e le necessarie tutele di riservatezza servono conoscenze tecnico scientifiche con esperienza gestionale. In questo il Digital Innovation Hub Virtuale (DIHV), costituito da professionisti, può facilitare il compito per il trasferimento di know-how contribuendo con i propri lavori al processo di Trasformazione digitale delle PMI.
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