Si torna in discoteca? Come funziona l’esperimento di Amsterdam

Marzo 2021. Milletrecento persone affollano e riempiono una discoteca olandese tra drink, canti e balli. Non parliamo di una lontana fantasia ma di quello che è realmente andato in scena ad Amsterdam sabato scorso. Il palcoscenico è stato lo “Ziggo Dome”, una delle più grandi e note discoteche europee, selezionata per portare a termine un esperimento che potrebbe essere fondamentale per una più vicina riapertura delle sale da ballo, dilaniate dalla pandemia mondiale e dalle conseguenti restrizioni.

L’esperimento

Quello andato in scena è un meticoloso esame dei rischi associati al ritorno nelle sale da ballo in periodo di Covid-19. Il progetto era quello di dividere le milletrecento persone in sei gruppi, definiti “bolle”, per proporre ad ognuno regole differenti. La prima bolla era composta da sole 50 persone, mentre le altre presentavano 250 partecipanti cadauna. L’obiettivo era dunque quello di osservare e studiare l’atteggiamento degli individui di fronte alle diverse restrizioni e poter successivamente analizzarlo per scovare il modo più sicuro per procedere, nei prossimi mesi, alla riapertura parziale delle discoteche. I movimenti dei partecipanti e le loro interazioni fisiche erano infatti tracciati mediante l’utilizzo di un tag. Per assicurarsi che l’esperimento avvenisse in totale sicurezza i partecipanti avevano inoltre dovuto effettuare un tampone (negativo) nelle 48 ore precedenti all’evento e un altro cinque giorni dopo.

Le regole per le diverse bolle

Le sei bolle erano regolamentate nel seguente modo:

Prima bolla: Si tratta della bolla numericamente ridotta, di sole 50 persone. In questo caso le restrizioni sanitarie erano nulle, con le persone che non indossavano le mascherine e potevano spostarsi, sedersi e ballare quando e dove volevano.

Seconda bolla: In questo caso le restrizioni erano già più stringenti. I partecipanti dovevano usare le mascherine quando in piedi e in movimento, mentre quando seduti ai propri posti assegnati (distanziati tra loro da due sedie vuote) potevano non ricorrere al loro utilizzo.

Terza bolla: Qui le restrizioni erano simili a quelle della seconda bolla, con le mascherine obbligatorie solo se in movimento e la possibilità di non utilizzarle se nei propri posti assegnati. L’unica differenza era l’assenza di posti a sedere, con i luoghi di stazionamento che prevedevano di rimanere in piedi.

Quarta bolla: In questa bolla le persone erano costrette a indossare mascherine o visiere tutto il tempo. I posti a sedere non erano invece assegnati ed erano disponibili a chiunque.

Quinta bolla: Si tratta di un rafforzamento delle restrizioni presenti nella bolla precedente. Oltre alla costante obbligatorietà di utilizzo delle mascherine vi era l’obbligo di mantenere una distanza di 1,5 metri dagli altri individui presenti.

Sesta bolla: Simili alle restrizioni della bolla precedente, quelle della sesta bolla prevedevano l’obbligo di indossare sempre la mascherina o la visiera e di assicurarsi che non ci fossero più di tre persone nello spazio di un metro quadrato.

Tutti i dati raccolti sul comportamento registrato dai partecipanti nelle varie bolle saranno analizzati dal Consiglio Governativo per aiutare a prendere decisioni in merito all’eventuale allentamento delle restrizioni alla vita notturna nei prossimi mesi.

La sensazione è che l’intraprendenza dimostrata con l’attuazione di tale progetto sia la medesima che dovrebbe palesarsi in tutti i settori oggi fermi a causa delle restrizioni da Covid-19. È fondamentale riaprire il prima possibile ed essere pronti a farlo nella maniera più organizzata e sicura possibile.

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