Il mondo iperconnesso

Nel mondo digitale e iperconnesso nella quale viviamo siamo ormai abituati a pretendere risposte immediate, ciò avviene sia da parte dei cittadini, sia dalle imprese e ancor di più dalla Pubblica Amministrazione. Nel campo della Rete sembra che la burocrazia sia stata spazzata via. La Rete infatti nella sua dimensione interattiva fortifica l’aspetto del dialogo, dell’immediatezza, invita alla conoscenza, ma non alla soluzione dei problemi. Molto spesso non sono così scontate la trasparenza e la chiarezza, due elementi da sempre considerati comuni ed elevati a valore aggiunto della comunicazione in Rete. Proprio questi due elementi, che insieme all’immediatezza svolgono la semplificazione dei processi burocratici possono non essere così prolifici, talvolta non assurgono allo scopo prescritto e non vengono rispettati, molto spesso tutto si tramuta in frammentazione, caos e distorsione informativa.

Per quanto riguarda il mondo dell’informazione e della notizia, l’immediatezza con cui fruiamo e condividiamo le notizie – accade quasi sempre anche e soprattutto in Rete – alimenta un nuovo stadio della conversazione, quello digitale appunto, dove ognuno si fa vettore di diffusione. In questo marasma che si sviluppa, si afferma il susseguirsi di negatività, e si alimenta ancor di più quel morboso interesse collettivo per il dramma, il noir, la cronaca nera che da sempre contraddistingue la comunicazione nella società: quando le news sono positive raggiungiamo in rapporto una diffusione in cifre, si e no, alla soglia del decimale.  Percentuali bassissime che non ci fanno riflettere. Ci fa riflettere la notizia fortemente negativa che arriva in modalità “bombardamento” oltre che dai media generalisti anche dalle connessioni che stabiliamo nelle community e nei social media, soprattutto nel chiacchiericcio da bar che popola la timeline del nostro profilo Facebook, dove si aggiungono i rilanci virali di tali istanze negative dai nostri amici e noi, nello “scroll” disinteressato, siamo bersaglio fisso e ancor più indifeso.

Fino a che punto è bene informarsi e recepire le tante istanze e notizie, prevalentemente negative, che ci vengono rigettate addosso ripetutamente e quotidianamente? Siamo veramente certi che le notizie che troviamo nei nuovi media siano all’insegna della trasparenza e della chiarezza come ci fanno credere (le bufale sul web sono all’ordine del giorno)? Quante volte ci chiediamo quale sia la fonte di ciò che leggiamo? Ci chiediamo mai se siamo i veri artefici della fruizione mediatica e informativa nella quale ci interfacciamo ogni giorno?  

I telegiornali sono omologati e pertanto la stessa notizia occupa stesso spazio e stesso tempo, ma ci colpisce 3 o 4 volte al giorno, a questi si aggiungono tutte le interazioni che abbiamo con i media online. Tutte queste istanze comunicative si sommano, agendo sempre sullo stesso livello, ma in modo esponenziale, lasciando segni alcune volte irreversibili che danneggiano le persone più fragili, emotive e sensibili. Questo è uno dei principi negativi che governa il mondo della comunicazione globale, per anni tale rischio è stato preannunciato e ribadito da più parti e adesso siamo nel pieno del temporale. Nel paragrafo precedente vi ho posto alcuni interrogativi. A voi le conclusioni.

Francesco Chiappetta
Il prof. Francesco Chiappetta, manager d'azienda, è stato docente universitario di vari atenei. Ha profonda esperienza comprovata da incarichi importanti in azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. La sua esperienza diversificata ha l’obiettivo di fornire consulenza direzionale, innovativa e approfondita. E' iscritto all'albo dei giornalisti dal 2005, successivamente nel 2007 pone un’iniziativa editoriale, per la società Si -ies, fondando Sentieri Digitali E-magazine di creatività e tecnologia per la comunicazione d’impresa. L’obiettivo di Sentieri Digitali è dedicato alla Comunicazione d’impresa in senso lato: ovvero dalle grandi imprese alle pmi e gli artigiani, dai professionisti alle PA, dal Marketing agli obblighi d’informazione per le società quotate. L’intero contesto dell’e-magazine è incentrato sui passi evolutivi della trasformazione digitale.

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