Business analysis e Smart working

Secondo SI-IES la capacità di tradurre le esigenze di un’organizzazione nei requisiti per soddisfarle determina il successo o meno di un progetto, specialmente considerando il nostro impegno costante nell’elaborare, sviluppare e formulare progetti anche nel contesto della consulenza organizzativa di una impresa.
 
Nell’ esaminare soluzioni favorevoli al cliente è bene sempre promuovere anche delle soluzioni alternative al fine di trovare una soluzione idonea. Pertanto, in una prima fase si analizza il problema che emerge o che viene posto al fine di prevedere immediatamente una programmazione dei lavori e degli interventi da percorrere. Se un’azienda vuole trasformarsi da un’organizzazione tradizionale verso Impresa 4.0, ovvero verso la trasformazione digitale, è urgente e necessario mettere a frutto gli aspetti di conoscenza organizzativa e quella di tipo tecnologica ed innovativa. Il più delle volte l’ideatore del progetto prima in autonomia cerca di delineare con post-it, schizzi, appunti o note il problema, cercando di trovare il modo migliore per affrontarlo. Ed è nelle annotazioni che deve nascere la soluzione proposta e, nello stesso tempo, anche la sua praticabilità e funzionalità insieme a tutti gli aspetti economici e di compliance normativa. Una volta trovata la soluzione, è il momento di pianificare e rappresentare al team il problema del cliente e l’ipotesi di soluzione attraverso un programma. Confrontarsi e discutere sulla fattibilità e risolvibilità del percorso proposto.
 
L’organizzazione dell’impresa oggi è un po’ più complicata in quanto nella circostanza Covid-19 si è sperimentato il cosiddetto lavoro agile (Smart Working). In questa circostanza non è mancata la decisione di alcuni tribunali, nella specie quello di Grosseto, che ha preso come riferimento il provvedimento “Cura Italia” che consente alcune riflessioni su come il “lavoro agile” possa diventare occasione di inclusione del mondo del lavoro per le persone con gravi patologie o disabilità. Il magistrato di Grosseto si è trovato ad esaminare il ricorso di un lavoratore che non era stato destinato dalla sua azienda tra coloro che avevano la possibilità di fare Smart Working in quanto quel periodo l’interessato era assente al lavoro. Per il magistrato toscano le motivazioni della società erano deboli, in quanto le dimensioni e l’importanza della società erano di un’organizzazione complessa e strutturata. D’altro canto, il lavoratore in questione aveva già provveduto a installare nella propria abitazione una rete Wi-Fi mobile.
 
L’emergenza sanitaria vissuta e che ancora viviamo, non solo nel nostro paese ma nel mondo, ha posto dinanzi una moltitudine di problemi: dalla scuola al divario tecnologico, dalla sanità all’economia, al lavoro. Da questa situazione di estrema complessità sarebbe utile però vedervi delle opportunità e delle potenzialità che le moderne tecnologie ci offrono. Si è parlato tanto di Smart Working e si è anche adottato (per cause note) molto all’interno del nostro Paese. Dalle proprie abitazioni si sono mandati avanti progetti, pratiche. Ma si è parlato subito di coniugare la salvaguardia del posto di lavoro insieme alla tutela della salute e di contenimento dell’epidemia.
 
Non vi è dubbio che le nuove tecnologie ed il 5G contribuiscono molto a migliorare la gestione di un’impresa ma diventa complicata la parte riguardante l’organizzazione dell’impresa, il manifesto del lavoro, il lavoratore e le conseguenze che possono emergere in circostanze che non hanno precedenti e quindi diventano di mera interpretazione. In particolare, le PMI che dopo l’esperienza Covid-19 saranno costrette a chiudere sono già il 30/40 %. A questo punto sarebbe utile comprendere i processi organizzativi delle PMI ma anche la mancanza di risorse finanziarie e anche la poca diponibilità delle banche dinanzi a situazioni precarie che destano preoccupazioni per la sana gestione dell’impresa.
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