La crisi ecologica è lo specchio dei limiti della società contemporanea?

2-13 Dicembre 2019: Madrid come capitale mondiale della sfida al cambiamento climatico.
Per circa due settimane la conferenza delle Nazioni Unite COP25 ha riunito migliaia di scienziati, uomini d’affari, rappresentanti istituzionali, organizzazioni non governative e governi di tutto il mondo per affrontare ancora l’emergenza climatica. Greta Thunberg: l’unica vera stella di questo vertice madrileno sul clima, l’unica a riempire l’immensa sala destinata ai grandi eventi, con giornalisti, delegati e attivisti che sgomitano per ascoltarla. È lei stessa ad ammetterlo: "Siamo in un’emergenza planetaria eppure manca una leadership politica. Il pericolo non è nell’azione, ma nel comportamento dei politici che fingono di agire perché non hanno capito che siamo di fronte a una emergenza. Non sono io a dirlo, è la migliore scienza disponibile a confermarlo”.
 
A differenza dello scontroso “how you dare” l’adolescente verte la sua campagna a Madrid sull’ottimismo, affermando la possibilità di cambiamento solo incentivata dalla fiducia nelle persone e dalla possibilità di saper ridimensionare l’individuo in una realtà in cui è ospite e non padrone.
 
Nonostante il crescente successo e consapevolezza della parola “sostenibilità”, in molti ambienti continua a prevalere l’opinione che l’inesistenza unilaterale sui temi ambientali sia un po’ naive. La realtà è complessa e non si può immaginare di intervenire senza prendere in considerazione l’intreccio, per molti aspetti inestricabile, su cui si regge il mondo contemporaneo. Sarà un caso a questo punto che siano gli adolescenti coloro che si stanno mobilitando? O per trovare uno sguardo dissonante dall’ordine delle cose in cui siamo immersi, è necessario risalire indietro con l’età, fra coloro che si trovano al margine del nostro mondo sociale? La crisi ecologica mette così in evidenza i limiti della cultura contemporanea, costruita sull’idea dell’interesse individuale e sulla visione della razionalità come mezzo necessario per ottenere consenso. È necessario riconoscere l’esistenza di un bene superiore che va al di la dell’interesse delle parti. L’umanità imparerà ma la vera domanda è se saremo capaci di maturare la giusta consapevolezza prima di subire a nostre spese i danni causati dalla nostra incoscienza.
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