Attenzione!

Vediamo insieme le bollette elettriche dove le misure del governo non bastano, infatti, al Mise arrivano le prime richieste di cassa integrazione dalle imprese per il “caro energia”.

In poco più di tre mesi l’aumento è arrivato al 40% dove il governo ha provato a frenare l’impatto che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese. A settembre sono stati stanziati 3,5 miliardi (manovra di bilancio) più 1,2 (luglio 2021) per cercare di calmierare i prezzi. L’aumento non sembra frenarsi soprattutto per quanto riguarda il gas, che tra l’altro viene bruciato per produrre energia elettrica. ARERA (Autorità di regolamentazione dell’energia) ha informato che nel primo trimestre del nuovo anno ci sarà un ulteriore aumento.  Terna, gestore della rete elettrica nazionale, sostiene che l’aumento del prezzo registrato nel terzo trimestre fosse proiettato su dodici mesi, la spesa per l’elettricità passerebbe da 40 ai 80 miliardi. La burocrazia certamente non aiuta quindi sono a rischio gli obiettivi dell’unione europea (2030).

La svolta dell’UE con il Green Deal passa dal nucleare. In Europa l’energia nucleare e di 765.337 GW/h. L’ energia atomica e gas per alcuni esperti sono la via obbligata alla decarbonizzazione, usando la tassonomia riferita alla classificazione delle fonti di energia secondo i criteri.

Altro punto importante per quanto riguarda la sostenibilità è la crisi dei microchip, per taluni si vince soltanto producendoli in Italia. Anche qui siamo, certamente, non vincenti. Il governo Draghi vuole convincere il colosso Intel ad aprire in Italia un impianto a Catania o Mirafiori, ma la Germania è già quotata ed anche la Polonia, oltre ad avere l’Italia che cambia le leggi ogni nuovo Esecutivo.

Telecomunicazioni e telefonia anche qui aumenta il traffico e scendono i margini per esempio: nel settore mobile sceso 13 miliardi di ricavi e ne servono almeno 8/10 ogni anno per attivare nuove reti come la tecnologia 5G.  Adesso, la compagnia francese Iliad quinto operatore importante sta danneggiando Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb. Per alcuni l’Italia è il peggior mercato europeo a causa della “iper competitività”.

Niente investimenti niente qualità.

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