Italia chiama Europa

La presidente Meloni è andata a fare visita in Europa ed ha parlato anche dell’emergenza dovuta all’immigrazione, soffermandosi sul problema degli sbarchi di clandestini, che quest’anno hanno quasi raggiunto le 90 mila unità. Definirli “naufraghi”, come è avvenuto nelle cronache di questi giorni è una distorsione della realtà: sono persone il cui viaggio inizia a volte da molto lontano (i giovani del Bangladesh, ad esempio, raggiungono la Libia in aereo) e l’ultimo tratto verso l’Europa è fonte di ricchezza per trafficanti e scafisti.

Ma gli incontri – ormai è ben noto – programmati e concordati con le Ong non sono il “salvataggio di naufraghi”, ma un comodo trasbordo che velocizza il trasporto verso le nostre coste. Se si fosse in presenza di veri naufragi, in questi giorni dovrebbero essersi verificate numerose tragedie, essendo le navi delle Ong tutte bloccate davanti alle coste siciliane: se non è avvenuto, è perchè gli scafisti si sono fermati in attesa di avere di nuovo a disposizione questi comodi mezzi con cui evitare di essere identificati all’atto dell’entrata in porto, oltre che liberarsi del proprio carico in minore tempo.

La Meloni ha posto il problema in Europa in termini corretti: non ci si può fermare al solo problema dello sbarco in sé: l’Europa, in quanto ente che si dichiara solidale entro i suoi confini, non può continuare a scaricare sull’Italia il peso delle migrazioni dall’Africa, perché ogni profugo che viene accolto rappresenta un costo che si protrae per anni: prima nei centri di accoglienza, poi nel finanziare la sua permanenza in Italia con sanità gratuita, assistenza abitativa, istruzione per i minori, corsi di italiano e di formazione al lavoro.

Tutti costi che, se sono moltiplicati per centomila persone l’anno, pesano sulle nostre finanze. Qualcuno ci guadagna, perché intorno ai migranti è cresciuta un’economia dell’accoglienza che non produce alcunchè ma costa al cittadino: psicologi, insegnanti, personale di cucina e gestione dei centri. A volte scoppiano scandali, come nel caso delle intercettazioni in cui “si guadagna più con i migranti che con la droga”,  comunque il percorso di accoglienza è costoso ed inefficiente, in quanto la maggior parte dei migranti non riesce a trovare un’occupazione decente, e ala fine molti delinquono (e infatti rappresentano oltre il 30% della popolazione carceraria)

Come ha dichiarato anche Papa Francesco, la solidarietà verso i migranti deve coinvolgere tutta Europa, ma veramente non solo a parole. I procedimenti di ricollocazione presentano cifre risibili, e il patto di solidarietà firmato a giungo 2022 ha finora ricollocato 38 migranti in Francia e 74 in Germania: praticamente nulla !

Stupisce vedere che le opposizioni, anziché agire da Italiani, difendendo gli interessi del proprio Paese, reggono il gioco agli altri membri UE attaccando il Governo: una mossa miope sul piano politico, in quanto i cittadini – con il loro voto – hanno chiaramente indicato quale direzione deve avere la gestione dei migranti.

Francesco Chiappetta
Il prof. Francesco Chiappetta, manager d'azienda, è stato docente universitario di vari atenei. Ha profonda esperienza comprovata da incarichi importanti in azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. La sua esperienza diversificata ha l’obiettivo di fornire consulenza direzionale, innovativa e approfondita. E' iscritto all'albo dei giornalisti dal 2005, successivamente nel 2007 pone un’iniziativa editoriale, per la società Si -ies, fondando Sentieri Digitali E-magazine di creatività e tecnologia per la comunicazione d’impresa. L’obiettivo di Sentieri Digitali è dedicato alla Comunicazione d’impresa in senso lato: ovvero dalle grandi imprese alle pmi e gli artigiani, dai professionisti alle PA, dal Marketing agli obblighi d’informazione per le società quotate. L’intero contesto dell’e-magazine è incentrato sui passi evolutivi della trasformazione digitale.

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