Sarà “intelligente” l’ospedale del futuro

Con piacere pubblichiamo un articolo, in tema sanitario (l’ospedale) del nostro Direttore Responsabile Prof. Francesco Chiappetta per la rivista ufficiale di Telecom Italia che risale agli anni ’90 (“TeleMED – Innovazione e tecnologia per la qualità della vita”, anno 4, n°14 – dicembre 1996 sezione “Innovazione”), una testimonianza del dibattito di allora che costituisce una buona prova di confronto per comprendere meglio e con senso critico lo stato dell’innovazione, uno spunto di riflessione e di comparazione sulla situazione di oggi, del progresso e degli sviluppi di settore.

Diagnosis Related Group e nuove sperimentazioni

Sarà “intelligente” l’ospedale del futuro

L’evoluzione della Telemedicina nel nostro Paese ormai può considerarsi non più un evento di tipo “sperimentale”, ma un vero ausilio alle attività più tradizionali svolte nel “campo medico”.

telemedicina evoluzione ospedale intelligenteMass Media in questo settore hanno messo in risalto molte novità proposte dalla SIP, dalla Telecom e da IREOS. Il servizio di Telemedicina nel suo complesso doveva essere forse più compreso, sia dagli Organi istituzionali che dall’Ordine dei medici e dei suoi operatori. Una sperimentazione che meriterebbe la giusta attuazione potrebbe essere la realizzazione di un “ospedale intelligente”, partendo dalla riduzione dei famosi ospedali aventi un numero di posti letto inferiore a 120. Con un progetto finalizzato si potrebbe effettuare una valutazione tecnico/economica con le nuove diposizioni di tipo contabile analitico (con l’applicazione dei DRG – Diagnosis Related Group) per centri di costo che investono, tra l’altro: l’individuazione dei centri di costo interni all’amministrazione; la definizione di indicatori per la misurazione delle incidenze sui costi delle attività clinico sanitarie; l’analisi della produttività del personale medico, ausiliario e amministrativo. A questo punto, per completare la sperimentazione, questa iniziativa andrebbe collocata anche in una proposta di linee guida per l’applicazione di detto modello nel contesto di un dipartimento anche nelle strutture ospedaliere. D’altro canto l’interazione tra telefono, computer e tv (voce, più immagini, più dati, più servizi) è destinata a divenire sempre più stretta aprendo anche il campo ad un ampia gamma di applicazioni multimediali in grado di apportare notevoli cambiamenti all’organizzazione della vita privata, lavorativa e sociale. A questo proposito è sufficiente rammentare alcune applicazioni quali: videotelefono, telelavoro, tv interattiva, teleacquisto, telemedicina, teleservizi, teleassistenza, ecc. In tutto ciò non va trascurato lo scenario strategico in grado di chiarire meglio alcuni concetti quali: il concetto di servizio multimediale, i reali contenuti dei servizi, i processi e le modalità della loro fruizione, il time to market, gli aspetti tecnico-normativi e regolatori per lo sviluppo del mercato, risvolti di carattere sociologico e psicologico. La tematica della Telemedicina doveva trovare una diffusione di tipo internet, solo che Bill Gates, nell’incontro avuto nel mese di novembre presso la LUISS di Roma, ha ben spiegato che la cultura si fa con il coinvolgimento anche delle Istituzioni e del Paese. In conclusione non rimane che invitare il Ministro della Sanità, On.le Rosy Bindi e i Responsabili regionali della Sanità ed emanare, nel contesto della Conferenza Stato – Regioni, una ipotesi di progetto pilota perché possa trovare un’applicazione nel nostro Paese.

Francesco Chiappetta

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