Il Cloud Nazionale della Pubblica Amministrazione

Con l’innovazione tecnologica siamo sempre più soliti a parlare di digitalizzazione, di piattaforme digitali e di network. Secondo i gli ultimi dati forniti dal rapporto DESI 2021, l’Italia si piazza al 20° posto su 27 dell’Unione Europea, con un guadagno di ben cinque posizioni rispetto all’anno precedente. Nonostante il miglioramento, il quadro di conoscenze digitali dell’Italia non è roseo, specialmente se si considerano l’uso e i metodi d’applicazione delle nuove tecnologie. Particolari carenze sono poi state evidenziate nella Pubblica Amministrazione.

Gli investimenti per la digitalizzazione

A tal proposito, l’Italia sta dunque cercando di rendere la burocrazia più facilmente accessibile a tutti i cittadini anche se, per ora, non ha ottenuto i risultati sperati. Proprio per questo, il PNRR prevede lo stanziamento di 723 milioni di euro per la digitalizzazione e gli strumenti e gli strumenti che servono per attuarla.

In concomitanza con il PNRR, l’Agenda Digitale Italia 2025 aveva già previsto l’iniziativa per lo sviluppo del cosiddetto “Cloud Nazionale“, un polo strategico nazionale che dovrà contenere tutti i dati più sensibili della PA centrale, dei servizi sanitari locali e delle amministrazioni locali, fornendo velocità di trasmissione, facilità d’uso e tutela dei dati personali.

Gli obiettivi del bando

I concorrenti dovranno presentare un’offerta brillante e innovativa, mentre il fornitore dovrà gestire l’infrastruttura che dovrà essere organizzata e suddivisa in 4 data center per un periodo massimo di 13 anni, permettendo alle PA la tutela e la sicurezza nazionale cibernetica e direttiva.

Questo investimento non è da circoscrivere unicamente alla creazione del cloud, ma è necessario considerare anche la formazione affinché venga divulgata la capacità d’utilizzo della piattaforma, non solo per al personale ma anche ai cittadini.

Quest’opera di divulgazione risulta essere necessaria perché, purtroppo, nel nostro Paese le persone specializzate nel settore digital sono ancora poche se paragonate alla media europea, soprattutto nelle file della PA: occorre, giustamente, incentivare la digitalizzazione degli apparati amministrativi italiani con lo sviluppo del Cloud Nazionale ma, di pari passo, è importante fare opera di diffusione delle conoscenze digitali per non rimanere indietro rispetto alle nostre controparti europee. In un contesto sempre più digitale, sarebbe un errore imperdonabile tralasciare i settori del futuro.

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