Impatti del Covid-19 in materia di separazione legale e divorzio

Nell’ambito di uno speciale per Sentieri Digitali su famiglia e Covid, abbiamo il piacere di pubblicare nelle nostre pagine un articolo specialistico dell’Avv.Maria Chiara Piragine, con un puntuale approfondimento in ambito legale sugli impatti della pandemia sulle relazioni di coppia, sui temi della separazione e divorzio. Buona lettura…

Sono avvocato, da anni tratto, seguo, incoraggio, sostengo e indirizzo persone che singolarmente o in coppia raggiungono il mio Studio per ridefinire le relazioni coniugio e coppia etero e non, basandosi sulle quasi certezze che la legge, tempo per tempo, ha modulato per la definizione delle modifiche delle relazioni stabili ormai cadute in conflitto; gente che sapeva comunque quanto il nostro codice e le leggi speciali in materia di famiglia, fossero sicuramente il punto di incoraggiamento per sostenere ragioni e contrapporne altre.

Il mondo pre-Covid

Questo il mondo del pre-Covid-19, un mondo che non c’è più e che ora non ci consente di rimodulare con tutele adeguate i rapporti di coniugio e legami etero e non, perché quello che oggi conta è la nuova realtà: il Covid-19 ha ripulito i codici da norme precetti scritti che ci regolamentavano, e ha lasciato pagine vuote da regole precetti sicurezze di tutela legale, puntelli su cui l’organizzazione sociale la famiglia sociale, potevano appigliarsi per svolgere legittime domande in caso di problemi legati ai rapporti coniugali e/o di coppia e in caso del venir meno della cosiddetta affectio coniugalis.

La pandemia

La Pandemia ha colpito le fasce più deboli della nostra società, che si identificano con i soggetti economicamente più esposti e con le donne mogli madri, e i bimbi su cui si riflette la negatività recepita dal malessere dei propri genitori. Pertanto, la Pandemia ha portato i separandi, le persone che si trovano in difficoltà relazionale per motivi conflittuali che vorrebbero decostituire il nucleo di convivenza, a rinunciare alle legittime pretese da esercitare secondo le procedure tradizionali, per approdare a soluzioni semplificate per la continuità dei giorni già così duri da affrontare.

L’aumento registrato in questo ultimo anno di separazioni e divorzi si inquadra all’interno di una cornice prescelta semplificata rispetto alle procedure ordinarie dei Tribunali: soluzioni tramite “negoziazioni” così da consentire alle parti il più delle volte infragilite dalla Pandemia (ansia, preoccupazione per il presente e per il futuro, assistenza ai propri figli in contesti veramente difficili con il sistema della DAD, denaro che scarseggia, la presenza/assenza dello Stato) di potersi confrontare in un ambito meno formale rispetto a quello del Tribunale e più veloce per l’adozione dei provvedimenti del caso e meno dispendioso.

Separazione e divorzio

La Pandemia, se vogliamo definirla dal punto di vista del “titolo”, è una causa di separazione, e questa è una novità sicuramente dolorosa. Oggi escludendo a grandi linee le procedure di separazione o di divorzio tramite gli strumenti di negoziazione o istituzionali presso il Comune, per le coppie meno intraprendenti e più suddite della paura del sistema, vale il principio “non soli… perché da solo ce la si fa meno che in due …. rimandiamo la nostra separazione a più avanti”. La gente ha paura e rinvia a data da destinarsi la separazione“… perché in fondo non sarà un grande aiuto il marito, non sarà più l’amore della mia vita, ma tiene la bimba mente io lavoro muovendomi fra due o tre posti di lavoro provvisori, saltuari, ma che mi fanno portare a casa il denaro per il mese”.

Il Covid-19 ha tolto alle persone che vivono in sofferenza la loro vita di coppia il diritto di rivolgersi ad un magistrato formulando domande coerenti con lo stato delle cose e con lo stato di diritto; il Covid-19 ha ridotto lo spazio vitale delle elaborazioni del cervello, la fantasia, la gioia di rifarsi una vita.

Vivere della famiglia

La situazione attuale è allo stato molto distante dalla organizzazione sociale democratica che pensavamo compenetrata al vivere della famiglia. Il Covid-19 butta indietro testa cuore e spalle e ti mette al muro, consentendoti di sopravvivere rinunciando a diritti pieni e ad aspettative gioiose coerenti con la salute mentale e fisica a cui ogni soggetto deve aspirare.
Il Covid-19 ha buttato le persone nel ghetto della miseria globale, sottraendo forza all’esercizio del diritto. E il pensiero mi spinge addirittura in un buco nero di vuoto empatico, per usare un termine in voga, tale e cotanto fortemente radicatosi nella distanza relazionale in tempo Covid-19, da fare ragionevolmente pensare che l’empatia non si recupererà, forse e purtroppo, anche dopo la sconfitta del Covid-19, perché ormai la “depressione Covid19iana” si sta insinuando nei nostri codici genetici, in quelli dei bimbi e dei ragazzi che stanno nascendo e crescendo in questi tempi, e che non potranno ambire ad una autonomia cerebrale di vecchio stampo pre-Covid, se qualcosa di fortificante, ridimensionante non darà margini al recupero di forze e di speranza.

La divulgazione degli strumenti culturali

Allo stato a nulla vale incoraggiare e incoraggiarsi, dicendo “finirà” perché è finzione, una finzione, un alibi, per sentire ancora vivi i rapporti vissuti fino allo strazio del Covid-19, siccome l’empatia è ampiamente soppressa. E ci chiediamo: come possiamo salvarci dallo sconforto del dubbio per il domani? Dal punto di vista dell’autoconservazione dell’essere umano non possiamo cedere il passo ad un declino irrecuperabile; quindi, come tecnico di materia, per quanto mi è concesso, ritengo che gli strumenti da utilizzare per riportare la famiglia a rimanere unita o a scindersi con il conforto della Legge adeguatamente applicata, siano il richiamo e la divulgazione degli strumenti culturali che, frutto di tanta storia, devono essere sempre evidenziati nella comunicazione culturale per liberare le persone schiacciate da questa pandemia così come la farfalla si libera del proprio bozzolo per volare, anche se nel nostro caso il bozzolo è una cappa plumbea da scrollarsi di dosso, impostaci dalla Pandemia. Cultura e comunicazione sono la nostra salvezza di oggi per la salvezza di un Futuro post Covid-19.

Parma, 24/03/2021

 

Avv. Maria Chiara Piragine
Studio Legale
Borgo Antini, 3 – 43121 Parma
Tel. 0521.287533
Cell. 3385333819
avv.piragine@libero.it
sito: studiolegalepiragine.it
pec: avv.piragine@pec.giuffre.it

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