Un webinar per traghettare le PMI verso la Transizione Digitale

L’AISL_O (Associazione Italiana di Studio del Lavoro per lo Sviluppo Organizzativo) il 6 maggio 2021  ha dato vita a un dibattito su  argomenti di grande attualità: Industria 4.0,  Digitalizzazione e  Strumenti  per portare le PMI verso una Fabbrica 4.0. Sono temi già dibattuti prima del Covid_19 e attualmente  acquisiscono una valenza ancora più importante sia   durante che dopo la pandemia. Essi sono  considerati i motori del cambiamento e del miglioramento  non solo dell’industria ma anche della pubblica amministrazione e dei servizi. Quindi, si può affermare che quelle che prima venivano considerate delle opportunità sono diventate sempre più degli imperativi strategici per poter continuare a competere in un mondo in continua e rapida evoluzione.  Durante l’incontro relatori d’eccellenza hanno illustrato ad imprenditori e professionisti  la valenza  dei  Digital Innovation Hub, e dei  Competence Centre e degli altri strumenti in grado di sviluppare, nelle PMI, le competenze necessarie a sostenere la trasformazione digitale..

Come ha evidenziato Maria Grazia De Angelis, Presidente AISL_O ( www.aislonline.org), nel nostro Paese sono stati varati diversi piani governativi ad hoc partendo dal Piano Industria 4.0  nel 2016 per passare a Piano Impresa 4.0, fino all’attuale Piano Nazionale della Transizione 4.0. In Fabbrica 4.0 la produzione industriale, del tutto automatizzata e interconnessa, unita alla flessibilità di impianti e tecnologie, sarà tale da consentire di personalizzare i prodotti in funzione del singolo cliente. Il ‘lavoro’ continuerà ad essere centrale, ma necessariamente  trasformerà la specifica di ‘pura manualità’, acquisendo sempre di più le caratteristiche di lavoro intelligente.  Si tratta di lavoro che armonizza interventi manuali con forti capacità tecniche di analisi e diagnosi e in certi casi anche di ragionamento scientifico, con applicazione di conoscenze complesse. In questo contesto sarà, pertanto, sempre più necessario che i lavoratori dispongano, non solo di competenze digitali, ma anche: di capacità di problem solving, di pensiero critico e creatività. La presidente AISL_O ha ringraziato la Consulta Università di Italia Protagonista a cui va il merito di avere sollecitato un confronto su una tematica di grande interesse per le PMI.

 

Secondo Maurizio Quarta, Managing partner di Temporary Management e Capital Advisors (www.tmcadvisors.com ),  sono ancora molte le PMI  italiane   non in grado di affrontare le nuove sfide che la digitalizzazione e la globalizzazione impongono. Il tutto va poi ad  innestarsi in un contesto in cui sotto-capitalizzazione e sotto-managerializzazione continuano a essere rilevanti e influenzano i processi in atto. La necessità di progettualità digitale e la carenza di competenze necessarie a gestire il cambiamento fanno sì che aumenti il numero delle PMI che utilizzano lo strumento del Temporary Management (TM), preferito alla consulenza tradizionale per un approccio orientato più al fare e al gestire. Quarta rileva anche come “ci sia una forte distorsione prospettica: si parla infatti tantissimo delle nuove professioni che le due ondate di cambiamento comporteranno, dimenticando le centinaia di migliaia di persone over 40 in maggioranza  “nativi analogici” che bisogna far interagire in maniera virtuosa con il mondo dei “nativi digitali che saranno la maggioranza del domani”. In sintesi, il TM si rivela in tal senso strumento ottimale per portare rapidamente nelle PMI competenze di alto livello e immediatamente operative, capaci di operare in contesti straordinari, quale quello legato alla pandemia, non altrimenti disponibili a costi accessibili.  Il maggiore ricorso a Temporry Management da parte delle PMI comporterà  un accrescimeto delle capacità delle persone già operanti in azienda. Lo strumento  nella sua accezione part time di fatto è accessibile anche a realtà molto piccole (<5 milioni di fatturato), che costituiscono buona parte delle aziende italiane (www.tmcadvisors.com ).

Con l’approvazione della legge di Bilancio del 2017 è stato avviato anche il percorso per la creazione dei Competence Center  e i Digital Innovation HUB. Il prof. Francesco Chiappetta presidente di Digital Innovation Hub Virtuale (www.dihv.it) nel corso dell’incontro ha presentato uno  studio relativo al settore della mobilità elettrica. Il progetto denominato LA MIA RICARICA (www.lamiaricarica.com) riguarda uno studio relativo alle infrastrutture di ricarica elettrica, e del relativo posizionamento sull’intero territorio italiano (Piano Regolatore delle infrastrutture). DIH Virtuale è nato nel gennaio del 2018 sulla scia del Piano Industria 4.0 presentato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda,  e  ha rivolto la propria attenzione in particolare sulle PMI che intendono  introdurre tecnologie relative all’Industria 4.0, e sviluppare progetti di trasformazione digitale. Su questo tema il DIHV ha portato un grande contributo nei vari processi di trasformazione digitale, nello specifico, ad una azienda del settore della moda, portando soluzioni e colmando le esigenze manifestate.  Ha affermato il prof. Chiappetta “il nostro lavoro, da più di tre anni, mediante anche la costruzione di un Maturity Model per la digitalizzazione delle PMI, ha portato ed è in grado di portare a progressi importanti.  Ha poi  illustrato i requisiti per essere iscritto, nel contesto della Smart Specialisation Platform, all’Albo europeo dei DIHs dei 27 paesi che è coordinato dalla Commissione Europea con la DG-CONNECT” . DIH Virtuale ha anche dimostrato di coniugarsi bene con la finalità dei Competence Center, inserendosi tra gli stakeholder di Cyber4.0 e seguendo anche gli obiettivi dei Competence Center. Ossia  quella di incentivare fortemente il rapporto tra imprese e Università, come dimostrato dalla partnership con l’Università telematica Unicusano, che ha dato vita alla produzione di un master sui Fondi Europei e alla pianificazione di un master sull’E-Mobility (un tema strategico, attuale e sfidante).

 

Grazie alla visione comune di 48 partner – 43 imprese private, 4 università, 1 ente pubblico e con il supporto del Ministero per lo Sviluppo Economico –a dicembre 2020, in piena pandemia, è stato inaugurato a Milano MADE, il Competence Center per Industria 4.0 (www.made-cc.eu) con l’obiettivo di  far entrare le PMI italiane a contatto con le tecnologie 4.0 e di aiutarle e sostenerle lungo il percorso della transazione tecnologica. Il professor Marco Taisch, presidente di MADE  è intervenuto affermando che “Strategia Industria 4.0 è lo strumento che MADE mette a disposizione delle imprese manifatturiere per accompagnarle nel loro percorso di trasformazione digitale. In particolare, questo servizio prevede di identificare, in conformità agli obiettivi e le peculiarità delle aziende, un piano di adozione delle tecnologie digitali e delle competenze strategiche idonee a garantire l’evoluzione verso l’industria 4.0 sia in termini di efficienza dei processi che di efficacia”. Inoltre ha spiegato che lo spazio della sede è stato suddiviso in 20 dimostratori, ciascuno dedicato a una particolare tecnologia 4.0: dalla robotica collaborativa ai big data, dalla manutenzione da remoto all’efficienza energetica,  dalla cyber-security industriale alla manifattura additiva, dall’intelligenza artificiale all’IoT . I dimostratori a loro volta sono accorpati in specifiche aree di competenza, tutte integrate e interconnesse tra loro a formare una fabbrica ideale, digitale e sostenibile. Per intraprendere un percorso di trasformazione digitale, MADE aiuta l’azienda a mappare lo stato attuale del proprio livello di maturità digitale, a identificare le opportunità di miglioramento nei propri processi e a pianificare i progetti di introduzione di soluzioni digitali in funzione del supporto al business.

Industria 4.0 non significa solo introdurre nuove tecnologie digitali in azienda ma anche e soprattutto cambiare il modello di organizzazione dopo avere fatto la cosa più importante: la scelta strategica. Una trasformazione digitale deve infatti partire dall’analisi e della revisione del modello di business per integrarsi nella vision e nella mission aziendale che farà del digitale uno dei suoi asset strategici. Raffaele Belli, esperto di trasformazione digitale e ideatore del Metodo che porta il suo nome, ha raccontato il “percorso” da seguire: un percorso di sette step per definire la strategia digitale ovvero come lui afferma “uno strumento nato per impostare o rivedere la strategia digitale di un’azienda, coniugando efficacemente gli aspetti di valutazione strategica con le esigenze di approccio operativo tipiche dell’imprenditore, tutto ciò al fine di capire come innovare i prodotti/servizi e difendere o creare vantaggio operativo per avere successo nell’era digitale”.

All’ incontro ha partecipato anche il Cnr (www.cnr.it) rappresentato dal suo addetto stampa la dott.ssa  Sandra Fiore a cui è stato chiesto quali siano le attività del CNR che sviluppano maggiormente  sinergie tra il mondo della ricerca e quello delle imprese. La dott.ssa ha illustrato la politica di promozione di brevetti, spin off, accordi per la formazione di consorzi, partnership con le imprese. Inoltre ha sottolineato l’importanza del tema della formazione. “Il Cnr promuove e co-finanzia con Confindustria dottorati su temi innovativi, ha recentemente promosso la nascita del dottorato in intelligenza artificiale in collaborazione con  Università. Inoltre gestisce  il registro.it dei domini italiani. Svolge poi  una significativa  azione di comunicazione sia attraverso il suo ufficio stampa che il portale istituzionale dell’ente , webtv,  social, webinar,  ma anche media partnership,  eventi, festival”.

 

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