Le Telecomunicazioni

Medio Banca ha fatto un interessante rapporto sulle Telco. Dall’analisi emerge che i prezzi in Italia sono più bassi rispetto nella media UE.

Italia e i Paesi europei 

I primi sei mesi del 2021 si sono conclusioni con un meno 1,8% dei ricavi (più 1,2% di ricavi nel fisso e meno 5,4% nel mobile). La flessione dei ricavi (scesi al 28,6 mld € nel 2020) è stata del 4,8% su base annua e del 10,3% in un orizzonte quinquennale. In entrambi i casi emerge che i trend sono peggiori rispetto a quelli di Germania meno 0,8% nel confronto fra 2020 e 2019 e più 0,3% fra 2020 e 2016; UK meno 1,8% su base annua; Francia meno 0,4% e meno 2,7%; Spagna meno 3,8% e meno 0,6%.

Tim, Wind Tre e Vodafone & Co.

La maggiore flessione è stata per il mobile (meno 5,4%) con una flessione concentrata nei primi 3 operatori Tim (meno 82 mln) WindTre (meno 223 ) e Vodafone (meno 115) pari ad una diminuzione di 420 mln. Vedendo insieme fisso e mobile, Tim si presenta in sostanziale tenuta con meno 0,4%, Vodafone registra meno 5,2% e Wind Tre presente meno 10,3%. Fastweb, invece, registra un più 6,9% ed Iliad più 23,9%.

Nel ranking mondiale, Tim in passato occupava il 4°/5° posto mentre attualmente è al 17°, con ricavi per 12 mld. A livello di ricavi, gli altri operatori registrano numeri differenti: Vodafone 5,1 mld e Wind Tre 4,9 mld e Fastweb 2,3 mld (più 3,6%), con Iliad in 5° posizione a 700 mld.

5G & fibra ottica

Alla luce di quanto descritto si passa al 5G ed anche all’incremento della fibra ottica al fine di far fronte alle sfide a partire dalle nuove tecnologie digitali cloud, Intelligenza Artificiale e servizi ICT.

Il settore delle TLC deve tenere presente del nuovo Codice delle Comunicazioni elettroniche ed alle regole antitrust. Come noto, Tim e Open Fiber hanno sottoscritto una lettera di intenti firmata da Tim e Cassa Depositi e Prestiti da circa un anno. La Commissione UE riconosce che gli “accordi commerciali” (incluse le intese sull’accesso all’ingrosso, co-investimento ed accordi di accesso reciproco) possono migliorare il livello competitivo. Si fa riferimento ad accordi tra operatori verticalmente integrati e quelli wholesale only (attivi solo all’ingrosso) al fine di accelerare la copertura in Ftth. Quest’ultima è la fibra che arriva fino alle case e aziende nelle aree interamente coperte da investimenti privati, dove non c’è bisogno di stanziamenti pubblici ma solo per ridurre i costi (esempio Tim e Open Fiber).

Conculsioni 

E’ bene richiamare alcune espressioni terminologiche: gli accordi si rivolgono alle “aree nere” del nostro Paese, mentre i fondi pubblici sono destinate alle “aree bianche”, infine le risorse del PNRR riguardano le “aree grigie”. L’Italia, in particolare il Governo, dovrebbe  guardare cosa fanno i Paesi europei ed i relativi operatori di TLC per evitare l’assalto di operatori esteri per un Paese di 60 mln di abitanti.

 

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