Il Recovery Fund e le politiche per i giovani

 

L’economia deve ripartire dai giovani

 

Nel quadro generale delle varie missioni previste dal Recovery Fund, vi sono degli spazi per quanto riguarda i giovani. Ogni anno si stima che sono circa 300 mila i giovani in fuga dal nostro territorio, con conseguente pesanti anche sul piano degli investimenti per la formazione. Questi dati sono ulteriormente peggiorati dalla situazione legata al Covid-19 e il suo impatto disastroso sull’occupazione giovanile. Da qui il piano dell’UE di rilanciare l’economia, avendo come pilastro i giovani e la loro voglia di mettersi in discussione in un contesto occupazione sempre più complicato.

I giovani e la digitalizzazione

In questo contesto, la Pubblica Amministrazione ha la necessità urgente di avere dei giovani innovativi, creativi e preparati nel campo della digitalizzazione, fenomeno oramai sempre più crescente e indispensabile sul piano lavorativo. Gran parte dei fondi derivanti dal Recovery Fund saranno destinati alla digitalizzazione, a dimostrare la chiara volontà del Governo di rendere il nostro paese più rapido, moderno, al passo coi tempi, e soprattutto constare il problema spinoso della burocrazia. Più che fare affidamento ad interventi strutturali, bisogna investire sui giovani, più dediti alla trasformazione digitale e mentale.  Il Recovery Fund è un’occasione vitale per tentare di rilanciare le politiche dei giovani nel contesto della PA. Con il Recovery Fund, si dovrà tentare di individuare le nuove professioni al fine di poter creare un ponte tra università ed impresa per le relative specializzazioni.

Recovery Fund, PMI e Giovani

Nel mondo privatistico, le PMI hanno estrema urgenza di avere dei giovani preparati e che conoscano le filosofie della digitalizzazione. Il Recovery Fund consente l’osmosi tra formazione e PMI inserendo giovani che hanno fatto esperienza formativa, almeno di primo livello, per essere collocati nell’ambito dell’impresa. Non è un caso che tra le missioni che il Recovery Fund si prefigge vi è anche quella di favorire l’ingresso di figure professionali in grado di supportare l’innovazione attraverso la creazione di un ecosistema di imprese e di startup innovative al fine di migliorare la qualità dei servizi e l’offerta delle PMI.

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