Perennials, una generazione senza età

In questi anni la sociologia e il marketing ci hanno abituato a dividere le persone per classi di età: Baby Boomers, Generazione X, Millennials, Gen Z, dedicando a ciascuna di esse definizioni riguardo lo stile di vita e i comportamenti di consumo, con particolare riguardo al mondo digitale.

Si inizia ora a diffondere la definizione di Perennials, basata sul concetto di disconnessione tra l’età anagrafica e le proprie abitudini di vita. Le definizioni precedenti erano strettamente legate al dato anagrafico, ma non contenevano qualsiasi informazione sul concreto approccio alla quotidianità dei soggetti interessati. Un modo semplicistico di creare categorie, che tuttavia includeva enormi distorsioni, con conseguente perdita di efficacia sul piano del marketing, in quanto non venivano correttamente identificati i target di mercato.

Nel 2016, Gina Pell, direttrice creativa americana, definisce la categoria Ageless Generation, denominata Perennials per individuare le persone “curiose e intraprendenti di tutte le età, che vivono nel presente, sanno cosa sta succedendo nel mondo, si tengono al passo con la tecnologia e si relazionano con persone di tutte le generazioni”.

Cambia quindi il criterio di riferimento: non conta l’età del soggetto, ma la sua mentalità, il suo modo di essere. Ed ai fini del marketing diventa interessante, qualsiasi sia la loro età anagrafica, individuare i soggetti che amano le novità, si mettono in gioco, sono interessati a conoscere ed apprendere nuove informazioni. Nell’approfondire l’analisi, si scopre che i Perennials sono interessati all’ambiente, vogliono migliorare sé stessi e il mondo che li circonda, sono persone curiose, al passo con la tecnologia, hanno amici di ogni età e sono consapevoli di cosa sta accadendo nel mondo.

Con la definizione di questa categoria, crolla il pregiudizio basato sull’età, che spesso ha tenuto lontano dal mondo del lavoro gli over 50, spesso considerati “vecchi” anche quando la loro personalità, aperta al nuovo, ai rischi e all’impegno creativo, avrebbe potuto portare nuove energie in azienda. E sul piano del marketing ha trascurato l’enorme mercato di consumatori con buona capacità di spesa ed interessati a beni e servizi altrimenti considerati “da giovani”: infatti anche ben dopo i 35 anni (età massima per essere coniderato un “millannial” si è interessati a tecnologia, palestre, moda, abbigliamento sportivo e viaggi avventurosi.

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