Centrali nucleari

Disastri nucleari

Accadde trentacinque anni fa, il 26 aprile 1986, l’incidente della centrale nucleare di Chernobyl, che diffuse su tutta l’Europa una nube radioattiva. Mentre sono dieci gli anni passati dal 16 marzo 2011, quando un terremoto ed il conseguente tsunami colpirono in successione la centrale nucleare di Fukushima Daichi, causando un grave disastro, il più grave dopo Chernobyl, a cui è stata assegnata la massima classificazione INES (scala di classificazione eventi nucleari e radiologici), di livello 7.

Chernobyl

Oggi, giunge la notizia che a Chernobyl sono riprese le razioni di fissione nucleare. Sotto il “coperchio” di cemento e acciaio del reattore n.4 ci sono masse di uranio attive sepolte. Alcuni dicono che probabilmente sia la conseguenza della disidratazione del combustibile nucleare rimasto sepolto. Gli scienziati del governo ucraino stanno provando a capire se le reazioni di esauriranno da sole o se ci vorrà un intervento umano per scongiurare catastrofi del passato. Inoltre, gli esperti dicono che l’evento sarebbe molto più contenuto, anche perché il reattore è coperto da una cupola di cemento e acciaio, ulteriormente fortificato con una nuova struttura nel 2016.

Alcune curiosità del settore

Quali sono i paesi che puntano di più sulle centrali nucleari?

Sicuramente i paesi dell’oriente, come Cina e India, che stanno costruendo molte nuove centrali puntando sulla ricerca. Segue il Medio Oriente con le varie tecnologie provenienti da Russia e Cina. Mentre in Europa i colossi stanno abbandonando il nucleare (Germania, Belgio “Svizzera”), i paesi dell’est Europa stanno investendo in questo settore tra questi Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria e Ungheria (anche Regno Unito e Finlandia) oltre agli USA.

Qual’è l’impatto del nucleare sul clima?

Secondo il Mit di Boston, il nucleare è la soluzione più versatile soprattutto per i paesi più industrializzati il cui obiettivo è quello di ridurre drasticamente l’uso dei combustibili fossili. Perché le fonti rinnovabili rilasciano energia in modo intermittente ed imprevedibile, l’idroelettrico o la produzione di energia da fonti fossili con l’immagazzinamento del CO2 invece hanno bisogno di grandi spazi sotterranei per le cavità di immagazzinamento e questo non è possibile su tutto il territorio.

Il progetto del MIT, piccoli reattori

I vecchi modelli di centrali nucleari hanno grandi dimensioni (da 1.000/1.500 MW) e sono più difficili da progettare e realizzare. Mentre i piccoli reattori di ultima generazione come quelle del progetto del MIT, ovvero, batterie nucleari di potenza tra 1 d 10MW possono essere prodotte in serie, con livelli di sicurezza maggiori e possono produrre energia termica per fornire calore, elettricità e anche per depurare e desalinizzare l’acqua, alimentare data center e ottenere idrogeno per il trasporto senza emissioni.

 

Gestire le scorie radioattive

Le scorie radioattive si producono anche in paesi in cui il nucleare non è presente, quindi anche in Italia. Le scorie si producono dalla sanità, dai laboratori di ricerca e vanno gestiti bene anche perché ci sono vari livelli di radioattività. Per ora la soluzione è quella del “multibarriera”, ovvero, confinare i radionuclidi in vari strati di materiale inerte e stoccarli in despositi adeguati.

 

Spesso tale processo non è gestito in modo adeguato e dopo anni si scoprono depositi improvvisati e i vari danni causati.

 

 

 

 

 

 

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