Riparte la scuola in Italia

Molto si sta dicendo sui soldi che l’Italia riceverà dall’Europa. O forse dovremmo dire che l’Europa concederà all’Italia? Più volte abbiamo sottolineato su Sentieri Digitali che l’Italia sembra trovarsi nella condizione del paziente malato che chiede soccorso. Nulla di strano, se non fosse che chi “prende” di meno dall’Europa si trova in una condizione migliore dell’Italia. Dobbiamo forse allora augurarci di prendere niente o quasi niente per stare bene? Ogni giorno si fanno degli annunci per quanto riguarda il Mes, che sarà accettato a stretto giro, il Recovery Fund ed altri strumenti che consentono di prendere soldi. Tuttavia, prendere vuol dire anche restituire. Le agevolazioni sono molto importanti ma certamente c’è da porsi il quesito che dinanzi ad oltre 2.500 miliardi di debito non partiamo in vantaggio, anzi. Si stanno consumando quotidianamente discussioni che vertono tutte sulla necessità di preparare dei progetti stilando in modo chiaro e preciso le priorità. Ancora. Eppure, noi siamo il “paziente malato” e dovremmo fare con rapidità e nel migliore dei modi tutto ciò che ci viene chiesto per uscire da questa condizione. Invece la Francia ha stilato il piano nazionale di ripresa ed è stato anche presentato: si tratta di un’operazione di 100 miliardi di cui 50 provenienti dal fondo europeo e sono destinati 30 miliardi per il green, 35 per la competitività, e 35 per la cessione sociale.
Le scuole sono riprese per oltre cinque milioni di alunni e i risultati non sono dei migliori. Poteva andare peggio? I giornali non risparmiano quasi mai la cattiveria e ci mostrano la foto dei bambini di una scuola elementare in ginocchio mentre scrivono sulle sedie. In verità però, chi ci aiuta ad avere un quadro chiaro della situazione è l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), tanto cliccata in questi mesi di pandemia, che ha pensato di emanare un consiglio definito “anti-covid” e approvato all’unanimità: “darsi il saluto con il gomito è sbagliato”. Non è venuto in mente a nessuno che bastava probabilmente un cenno della mano senza fare saluti fascisti oppure nella propria lingua. È una decisione importante quella presa dall’OMS sulla quale metà mondo sta riflettendo. Per le scuole si legge che c’è il metodo Cuba: vale a dire il banco consente all’allievo di sedersi uno sul lato lungo e l’altro sul lato corto mantenendo il rispetto della distanza, secondo le direttive emanate. Tutto questo avrebbe evitato spese enormi e fuori posto. Sarebbe ora che la stampa mettesse in luce le negatività non per motivi “politici” in quanto il giornalista dovrebbe essere un professionista che informa il proprio Paese ed altri. Dovrebbe avere il ruolo di stimolare e, nei limiti del possibile, indicare soluzioni anche osservando le esperienze di altri paesi.
Un altro malessere che viviamo da oltre vent’anni è il ruolo della magistratura che lavora tanto anche a sette giorni dal voto di un Paese (con il referendum) sia per il comune, per la regione, per la nazione e per l’Europa. Sarebbe opportuno suggerire, anche se è già stato previsto, di evitare di mettere in luce (chiamiamoli per semplicità) gli scandali a trenta giorni dal voto, altrimenti si incorre a delle multe salate. Un modo di cui si servono i comunicatori per concorrere alle elezioni.
Un vero dramma è quello che si è consumato a Caivano, dove ha perso la vita una giovane di 18 anni per aver fatto delle scelte sentimentali che il fratello non condivideva. Sempre in questi giorni i due, o più, che hanno ucciso un’altra giovane anima, Willy, a Colleferro, hanno creato già motivo di interesse dei talk show. E così avremo le prime sentenze televisive e magari fra qualche tempo, come già abbiamo avuto modo di vedere, il tutto verrà anche, purtroppo, ridimensionato. Eventualmente dovremmo cercare di non metterci in competizione per dimostrare di essere sempre primi. Sarebbe bastevole seguire un istituto molto noto che è quello della verità delle cose senza creare dei teoremi che risultano essere una parte di un giallo al quale tutti si appassionano ma nulla ha a che vedere con la sostanza dei fatti reali. Ad ogni modo, qualsiasi tipo di violenza è indice di inciviltà.
Vorrei concludere dicendo che questi soldi europei serviranno davvero se si facesse una vera e propria strategia seguendo criteri di valori ed eccellenze con a capo persone competenti e che facciano il proprio lavoro con passione.
La diffusione del digitale già soddisfa tutta la nostra penisola ma sembra che tutto già sia stato fatto e ancora una volta risulta che siamo al venticinquesimo posto in ambito europeo secondo l’indice DESI 2020. Non siamo gli ultimi ma certamente i penultimi. Con il DIHV stiamo cercando di scrivere proposte per creare una global strategy a 360 gradi per le PMI mentre molti parlano di digitale senza mai menzionare un percorso, una strategia da seguire ma solo quelle poche parole per poter dire di essere aggiornati, almeno sul piano del linguaggio. È veramente una mera e triste consolazione.
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Francesco Chiappetta
Francesco Chiappetta
Il prof. Francesco Chiappetta, manager d'azienda, è stato docente universitario di vari atenei. Ha profonda esperienza comprovata da incarichi importanti in azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. La sua esperienza diversificata ha l’obiettivo di fornire consulenza direzionale, innovativa e approfondita. E' iscritto all'albo dei giornalisti dal 2005, successivamente nel 2007 pone un’iniziativa editoriale, per la società Si -ies, fondando Sentieri Digitali E-magazine di creatività e tecnologia per la comunicazione d’impresa. L’obiettivo di Sentieri Digitali è dedicato alla Comunicazione d’impresa in senso lato: ovvero dalle grandi imprese alle pmi e gli artigiani, dai professionisti alle PA, dal Marketing agli obblighi d’informazione per le società quotate. L’intero contesto dell’e-magazine è incentrato sui passi evolutivi della trasformazione digitale.

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