Dati e fondi europei per la transizione verde

Sono 750 i miliardi che verranno distribuiti tra i 27 Stati membri dell’Unione europea per ripartire, dopo lo scoppio della pandemia, tra votazioni, ratifiche e veti. Ogni Paese dovrà presentare a Bruxelles i piani nazionali sull’erogazione e gestione dei fondi che dovranno tassativamente essere spesi. Tutti si impegnano a far ripartire l’economia con la trasformazione digitale e la transizione verde e i dati saranno i nostri alleati.

Città verdi.

“Transizione verde e digitale” e “inclusione sociale” sono gli investimenti che serviranno oltre che a rilanciare l’economia anche a promuovere e sostenere la sfida del cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse e le disuguaglianze sociali, ad esempio tra il centro e la periferia. Rendere le città più green significherà altresì modificare il modo di viverle e affinché ciò sia realizzabile è fondamentale intercettare la vera connessione e interazione che c’è tra i dispositivi digitali e tra essi e gli individui, i quali si spostano continuamente fuori e dentro i centri urbani. I Big Data sono e saranno il vero oro tecnologico a nostra disposizione per rendere più efficienti le strutture nevralgiche urbane come uffici, fermate dei mezzi pubblici e strade, ed efficace l’impatto che tale cambiamento di sistema avrà sulle nostre vite quotidiane. Si parla per lo più di dati raccolti dai sensori dei GPS che potrebbero aiutare a migliorare la qualità tra mobilità e infrastrutture.

I dati delle geolocalizzazioni raccoglieranno le nostre esigenze.

Sono dati che aiuteranno a migliorare la qualità della vita anche da un punto di vista ambientale, economico e psicologico perché si ridurranno gli sprechi di carburante facendo investimenti green sulla mobilità e perché si potranno evitare lunghi tempi di attesa alla fermata del trasporto pubblico che, per esempio, in Italia, paragonati con le principali capitali europee, sono tra i più alti. In particolare Roma registra 16 minuti di attesa media alla fermata rispetto a New York, Madrid, Parigi, Berlino, Londra, Milano e Barcellona dove si registrano tempi di attesa inferiori di 5/7 minuti rispetto alla capitale italiana (dati Moovit). La visione “green”, seppur con i suoi ostacoli, di certo non è irraggiungibile. Londra già nel 2012, in occasione delle Olimpiadi, investì molto per rendere la città più sostenibile: dalla mobilità elettrica, all’obiettivo “zero rifiuti in discarica”. Fu definita l’Olimpiade più eco sostenibile e la “Commission for a Sustainable London 2012” ebbe il compito di monitorare e assicurare che le operazioni per la preparazione e gestione dei giochi fossero all’insegna della sostenibilità. Gli inglesi investirono sulla mobilità migliorando i collegamenti della metropolitana estendendoli, disincentivando così la congestione stradale.

La sostenibilità nei piani europei e nazionali.

Next Generation EU è il “pacchetto” che rappresenta il cambiamento radicale a livello europeo per affrontare collegialmente la crisi. Infatti, per la prima volta, verrà fatto un debito comune europeo e il bilancio comunitario sarà la nostra garanzia. Una manovra che costa molto e sul piano economico e sul piano della responsabilità. Quest’ultima al centro di qualsiasi decisione per gli investimenti nei confronti delle prossime generazioni considerando che il collasso di un’economia trascinerebbe con sé anche le altre. Per questo è essenziale il funzionamento del mercato unico e che tale funzionamento ispiri maggiormente azioni nell’interesse di tutti e per tutti, condividendo sempre più dati.

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