Le difficoltà di cancellare totalmente contenuti dai social media

Nonostante la possibilità di cancellare contenuti (post, stories, messaggi personali) sia espressamente prevista dai social media, e quindi gli utenti siano convinti  di vivere la propria vita digitale presumendo di poter eliminare i propri post, messaggi e dati personali dai servizi ogni volta che lo desiderano, ciò non avviene in realtà. Lo dimostra un’audizione tecnologica che si è tenuta la settimana scorsa negli USA, mettendo in discussione questo presupposto fondamentale.

Nella sua testimonianza alla commissione giudiziaria del Senato sulla sicurezza dei dati su Twitter, avvenuta il 13 settembre scorso,  l’ex capo della sicurezza del social network, Peiter “Mudge” Zatko, ha dichiarato che Twitter non elimina in modo affidabile i dati degli utenti, in alcuni casi perché ha perso traccia delle informazioni, anche perché privilegia il profitto piuttosto che la sicurezza della gestione dei dati. Twitter si è ampiamente difeso dalle accuse di Zatko, affermando che la sua divulgazione dipinge una “narrativa falsa” dell’azienda. Tuttavia, in risposta alle domande della CNN, Twitter ha precedentemente affermato di disporre di flussi di lavoro in atto per “iniziare un processo di eliminazione”, ma non ha affermato se in genere completa tale processo. E’ la conferma di quanto segnalato per la prima volta dalla CNN e dal Washington Post il mese scorso.

Ma non solo: Ravi Sen, ricercatore di sicurezza informatica e professore presso la Texas A&M University, ha dichiarato che le forze dell’ordine e altri gruppi dotati di “risorse e accesso al giusto tipo di strumenti e competenze” potrebbero probabilmente recuperare i dati cancellati, in determinate circostanze.

Sen ha ricordato che molte persone non conoscono tutti i luoghi in cui finiscono i loro dati. Qualsiasi post, sia esso un’e-mail, un commento sui social media o un messaggio diretto, viene in genere salvato sul dispositivo dell’utente, sul dispositivo del destinatario e sui server di proprietà di un’azienda di cui hai utilizzato la piattaforma. Idealmente,se l’utente che ha generato il contenuto lo elimina, esso dovrebbe scomparire da tutte e tre le posizioni. Ma in generale, ciò non succede così facilmente. Sen ha consigliato anche di contattare le aziende e chiedere loro di eliminare i propri dati dai loro server, anche se molti presumibilmente non fanno mai questo passo. Tuttavia, le possibilità di recuperare un messaggio cancellato dal dispositivo di un utente diminuiscono con il tempo.

Rimane quindi importante tenere conto di quanto indicato da Sandra Matz, ricercatore di social media e professore alla Columbia Business School, che osserva “quanto spesso siamo senza cervello” nel condividere i nostri dati online. Infatti, ritirare qualcosa da Internet, premendo il pulsante di ripristino, è  – nel concreto – quasi impossibile. Un monito utile soprattutto ai giovani, molto propensi a condividere gli aspetti più privati ed intimi delle loro vite sul web, visibili da chiunque.

Francesco Chiappetta
Il prof. Francesco Chiappetta, manager d'azienda, è stato docente universitario di vari atenei. Ha profonda esperienza comprovata da incarichi importanti in azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. La sua esperienza diversificata ha l’obiettivo di fornire consulenza direzionale, innovativa e approfondita. E' iscritto all'albo dei giornalisti dal 2005, successivamente nel 2007 pone un’iniziativa editoriale, per la società Si -ies, fondando Sentieri Digitali E-magazine di creatività e tecnologia per la comunicazione d’impresa. L’obiettivo di Sentieri Digitali è dedicato alla Comunicazione d’impresa in senso lato: ovvero dalle grandi imprese alle pmi e gli artigiani, dai professionisti alle PA, dal Marketing agli obblighi d’informazione per le società quotate. L’intero contesto dell’e-magazine è incentrato sui passi evolutivi della trasformazione digitale.

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