Dall’ ”universo” dei caricatori al caricatore universale. Commissione UE vs Apple

 

Gli obiettivi sono chiari e condivisi da Commissione UE e Apple: ridurre i rifiuti elettronici e migliorare la qualità della vita dei consumatori.
Tuttavia la partita si gioca tutta sull’adozione o meno del caricabatterie universale.

La proposta della Commissione UE

La IMCO (Commissione al mercato interno) propone di installare sui dispositivi elettronici portatili una porta Usb-C standard.
Così facendo sarà possibile utilizzare un caricatore universale valido per smartphone, tablet, videocamere, cuffie, speaker audio, console portatili videogame.
Al momento sono esclusi smartwatch e dispositivi per il fitness, per ragioni tecniche legate alle loro dimensioni.
Secondo la Commissione grazie al caricatore universale si uniforma la velocità di caricamento e si separa la vendita di caricabatterie dalla vendita dei dispositivi, ricavando una serie di altri benefici per la collettività.

Stato dell’arte

Oggi la maggior parte dei caricatori presenti sul mercato hanno caratteristiche differenti e sono incompatibili per i vari tipi di dispositivi elettronici.
Le porte Usb-C – lo standard proposto dalla Commissione – sono presenti nell’80% dei dispositivi Android mentre sono del tutto assenti nei dispositivi Apple.
Per non parlare dei caricatori contraffatti che non rispondo alle norme UE provenienti specialmente dalla Cina.

Apple vs IMCO: le posizioni

Sebbene Commissione UE e Apple condividano tali obiettivi, la partita si gioca tutta sul caricatore universale. Apple è contraria alla standardizzazione dei caricatori perché ciò 1) limita l’innovazione che a sua volta 2) danneggia i consumatori europei e del resto del mondo.
Tuttavia IMCO ritiene che i produttori (vd. Apple) potranno mantenere la propria porta ma dovranno comunque disporne in aggiunta una universale Usb-C.

I numeri della Commissione

Grazie all’operato della Commissione, il numero delle soluzioni di ricarica sul mercato è passato da 30 a 3 (2009). Sul piano dei rifiuti, annualmente vengono smaltiti e inutilizzati 11.000 tonnellate di rifiuti elettronici e l’obiettivo è ridurli a 1000 tonnellate, con un risparmio annuale per i consumatori pari a 250 mln €. 

Dal lato delle vendite (2020), in UE sono stati venduti circa 420 mln € di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici portatili e la spesa annua dell’acquisto separato ammonta a 2,4 mld €. Mediamente i consumatori possiedono 3 caricatori e ne utilizzano 2 e nonostante ciò il 38% dichiara di aver avuto difficoltà almeno una volta durante la ricarica del telefono cellulare per mancanza di caricabatteria compatibili.

Conclusioni

La Commissione UE avvierà una negoziazione con il Parlamento ed il Consiglio, optando per una procedura legislativa ordinaria. Le aziende avranno a disposizione 24 mesi per adeguarsi (vale a dire entro il 2024).

Le parti interessate hanno avanzato temi e aspetti importanti e di certo la questione non è di rapida soluzione.

Insomma, il secondo tempo di questa partita è ancora tutto da giocare.

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