Se fosse vero quanto la stampa riporta quotidianamente potremmo dire che la società di TELECOM ITALIA (TIM) è al centro delle massime attenzioni a livello nazionale, europeo e mondiale.
Ogni giorno si aggiunge un pezzo o si toglie 1 altro pezzo, spostamenti di rete da rete unica a non unica tutto cassa depositi e prestiti, metà cassa depositi e prestiti, altri competitor dentro, altri fuori, solo TIM e cassa depositi e prestiti.
Già questi titoli fanno capire le idee chiare che il Governo ha nei confronti di una società leader.
Le valutazioni economiche sono le più disperate e i compratori ancora peggio. Poi non sapendo cosa fare si verificano vendite e stime sulla carta che finiscono nel nulla.
Adesso siamo arrivati a vendere delle aree del gruppo.
Tutto questo non aiuta Telecom, infatti, per avere la cartina di tornasole è sufficiente vedere il titolo.
Questo benedetto amministratori Pietro La Briola che per adoperare le parole del Papa “viene da lontano”, dal Brasile catapultato in Italia probabilmente sperava di lavorare su un progetto con tranquillità invece ha dimenticato usi e costumi e comunicazione del nostro paese e pertanto è come la tela di penelope che deve fare e rifare quotidianamente. Il suo compito è molto arduo, ma i segnali iniziano ad arrivare con la nuova organizzazione aziendale che ha salutato alcuni che hanno operato fino a ieri nel settore con risultati insufficienti. Le risorse inserite dovrebbero lavorare con idee nuove con competenza, celerità e senza fare 30 ipotesi per far vedere che si sta lavorando mentre invece ne sono sufficienti tre per sceglierne una e far entrare nell’unico progetto qualcosa del buono delle altre due schede.
Mi auguro tanto che questa società TIM così prestigiosa se fosse possibile portarla a livelli che merita e che fosse per il paese e per il governo un punto di riferimento se non altro per rispetto alle persone che lavorano che ne sono 35.000 e che non hanno la giusta tranquillità per svolger e il proprio lavoro e vivere u n periodo particolare di incertezza.
Probabilmente la colpa è della pandemia e della Russia che ha attaccato l’Ucraina.