Business management ai tempi del coronavirus

Tutti parlano degli impatti del coronavirus, che è una tragedia per l’umanità ed è anche la più grave crisi economica del dopoguerra. Cosa fare? Come reagire a livello aziendale? Come fare un programma d’impresa? Molti si pongono la domanda, cosa ne sarà del mio business?

Imprese, consulenti, manager sono chiamati a scelte delicate ed importanti, le prime cose da fare sono: ridurre i costi, presidiare la relazione con i clienti, estendere il nostro business nelle nuove opportunità e sostenere nuovi e vecchi partner agendo su ridefinizione di business model, finanza e supply chain attraverso un uso più deciso del digitale, con un nuovo “mindset” ed una buona capacità di Pr.

Secondo SI-IES le imprese possono dotarsi di un “plan-ahead team” incaricato applicato al “forward-looking intelligence”, in grado di prevedere e definire scenari e dalla spiccata capacità propositiva. In questo approccio di estrema importanza l’analisi della situazione corrente, vale a dire un “check-up” realistico di “chi siamo” e “cosa ci resta”. Necessaria la continua visione di scenari sempre aggiornati, l’identificazione di percorsi e possibili obiettivi tra cui scegliere la destinazione giusta. A livello strategico la pianificazione a "trigger point", ovvero che tenga tracciati i punti di rottura dei diversi scenari e gli eventi limite di cui il verificarsi comporta l’attivazione delle misure predisposte.

Il business model è soggetto ad improvviso rischio di ristrutturazione, anche allo “Shift” su modelli diversi fino ad un integrale mutamento con la procedura di “Shape new business”. In attesa di un futuro ritorno alla normalità dopo il “Resolve”, la risoluzione dei problemi immediati, la “Resilience” è un primo parziale ritorno (Return)  all’attività secondo nuovi contesti regolamentari e competitivi. Poi occorre molto coraggio, abilità a tenere la rotta ed agire, tra l’altro, su due binari paralleli ma interrelati che contemperino salvataggio nel breve periodo e revisione strategica nel lungo termine.

Altro main pillars è la capacità di produrre nuova socializzazione e valore, creando snodi di relazione all’interno dell’impresa e con l’esterno, scegliendo nuovi partners e nuovi mentors. Opportuno anche ridisegnare e cambiare i modelli ed i benchmark competitivi, serve anche capacità di comunicazione, empatia, trasparenza e positività. Senza dimenticare alcuni elementi chiave sull’impostazione di un business plan, come? Partendo dall’azienda con la descrizione dei prodotti e servizi, il mercato, la concorrenza, il marketing, ubicazione e logistica, produzione e approvvigionamento, management/consulenza e l’imprescindibile analisi dei rischi.

Andrea Chiappetta
Andrea Chiappettahttp://www.andreachiappetta.it/
Creo ecositemi, credo nell’innovazione e penso che lo studio continuo e il confronto siano gli ingredienti per realizzare sinergie e soluzioni. Autore di Italia.Next edito da Rubbettino.

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