Cloud

Il Cloud è stato motivo di confusione a seguito di un’audizione presso la Commissione estera della Camera; Vittorio Colao ha parlato di Cloud per la PA ed in particolare del polo strategico nazionale che dovrà raccogliere i dati e servizi pubblici del nostro Paese.

Il ministro Colao ha riferito che la soluzione non è stata scelta, quindi non può ancora essere comunicata.

La piattaforma Cloud non è ancora facile da definire in quanto è necessaria un unico indirizzo di pensiero riguardo la composizione tecologica. In tutto questo la Francia si pone in prima fila, punta a creare un cloud europeo.

Definire cloud sovrano garantisce la sovranità tecnologica del proprio Paese, Italia, Francia, Europa  rispetto al resto del mondo.

Si parla di Cloud de confiance che per taluni era una soluzione di cloud computing europeo.

Il governo francese ha presentato la propria strategia nazionale “cloud de confiance” che mira a sviluppare soluzioni di cloud computing sicuri ed affidabili, a beneficio di pubbliche amministrazioni ed imprese francesi.

L’architettura del cloud de confiance poggia su tre pilastri: il primo viene basato sulla cosiddetta trusted cloud, vale a dire un’etichetta da attribuire alle società che hanno il proprio server in Francia e che rispettano gli standard elevati di protezione dei dati; il secondo pilastro della strategia nazionale consiste nell’implementazione di partnership con alcuni dei principali colossi esistenti; il terzo punto della strategia riguarda l’implementazione del cloud per il servizio pubblico, nell’ottica di creare servizi pubblici digitali più agili, economici ed interattivi.

La società aerospaziale Thales ha concluso un accordo con Google al fine di creare entro l’anno 2023 un cloud de confiance al servizio di aziende private e di istituzioni pubbliche francesi, utilizzando reti ed infrastrutture rigorosamente situate in Francia.

Il ruolo del colosso Americano, che sarà socio di minoranza della costituenda società, sarà principalmente quello di supportare Thales nel processo di migrazione dei dati sensibili nonché di fornire ai clienti le disfunzionalità per possedere e controllare le proprie chiavi di crittografia.

Come già scritto su Sentieri Digitali, il cloud mostra particolare delicatezze e attenzione per tutela del dato, riservatezza del dato e sicurezza del dato in quanto nel trasferimento si possono verificare danni evitabili tramite l’utilizzo di accorgimenti di cybersecurity.

Le considerazioni da fare sono purtroppo spiacevoli e dolenti in quanto il nostro paese non si pone in prima linea: quando si tratta di essere il primo in Europa nonfornisce risposte adeguate agiudicandosi un secondo, un terzo, un quarto posto tra gli Stati membri.

L’emergenza Covid è passata e quindi la pandemia per certi versi è superata.

Ma la domanda sorge spontaea: perché non è strato pensato un vero e proprio polo strategico che riguarda il cloud computing per il nostro Paese?

 

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