Il commercio che sopravvive al Covid: il boom degli e-commerce

Con l’avvento della pandemia globale e delle conseguenti restrizioni a livello nazionale, tutti i settori economici del Paese hanno chiaramente subito un duro colpo e, per necessità, hanno modificato le proprie caratteristiche strutturali e i propri confini. Ed è stato ancora una volta il digitale a fornire i mezzi per la crescita e, in alcuni casi, la nascita di veri e propri oceani blu.

Soprattutto il commercio, di qualsiasi forma e natura, ha cambiato pelle. Quello fisico, strutturato in negozi e boutique, è stato fortemente ostacolato dalle chiusure e dalle restrizioni pandemiche, lasciando di fatto il posto al commercio digitale, con la proliferazione di Online Store ed E-Commerce.

La crisi del commercio

Per capire le dimensioni della pesante crisi da Covid-19 subita dal commercio italiano basta studiare i dati che ci fornisce puntualmente l’Istat. Nel 2020, infatti, il suo valore aggiunto ha avuto un drammatico crollo, scendendo di quasi quindici punti percentuali. Allo stesso tempo anche l’industria ha segnato un calo del 7,2%. Inoltre, secondo un’analisi di Confcommercio nei centri storici dei 110 capoluoghi la caduta a picco del commercio al dettaglio ha raggiunto livelli inquietanti, superando un calo del 17%.   Questi numeri, in linea con quelli emersi negli altri Paesi europei, certificano qualcosa che non c’era bisogno di certificare. Più che una crisi, un crollo. E più che un arrivederci, un addio per molte attività.

Il boom degli e-commerce

L’infermità del commercio nazionale, tuttavia, ha dato spazio a un fenomeno già in forte crescita prima della pandemia, quello della proliferazione del commercio online. In tutti i settori del commercio la domanda, non soddisfatta dai negozi fisici in chiusura, si è riversata sugli e-commerce e sui negozi digitali. E all’aumentare unitario della domanda è quadruplicata l’offerta. Tra attività fisiche che hanno sviluppato il proprio store digitale o lo hanno rinnovato ed E-commerce nati digitali, è qui che il commercio ha trovato terreno fertile per combattere la crisi e rinascere.

A fine 2020 Salesforce evidenziava una colossale crescita degli acquisti online negli Stati Uniti, che si attestava intorno al + 71%. Un risultato straordinario considerando che il fenomeno risulta ancora in crescita nel 2021.

Cosa aspettarci dal futuro

L’andamento a rilento della campagna vaccinale e le varie problematiche emerse sembrano prospettare almeno un altro anno di dominio incontrastato degli e-commerce per quanto riguarda la vendita al dettaglio. Moriranno diverse altre attività fisiche e nasceranno centinaia (se non migliaia) di negozi online. Ma cosa succederà quando si sarà tornati alla normalità? Il commercio tornerà a strutturarsi in negozi fisici? La mia risposta è che certamente vi sarà una riaffermazione dei negozi, delle boutique, dei grandi store e dei centri commerciali. Soprattutto in alcuni settori, come quello dell’abbigliamento, la possibilità di provare i prodotti prima di acquistarli rimarrà una prerogativa fondamentale. Tuttavia, la poderosa crescita degli e-commerce, che non si appresta a diminuire, li porterà certamente ad essere competitivi anche negli anni a seguire. Avremo dunque, molto probabilmente, una forte dualità del mercato.

Certo è che un’attività di successo, nel 2022 e negli anni a seguire, dovrà essere presente e fortemente strutturata sia fisicamente sia digitalmente, in maniera tale da assorbire totalmente il mercato disponibile.

 

 

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