UE e blockchain

I cambiamenti del mondo digitale interessano anche il mondo della finanza. L’Unione europea, intelligentemente, intende sfruttarne le incredibili potenzialità per avviare dei progetti di finanza digitale che siano economicamente sostenibili e al contempo innovativi.

Al centro ci sarà inevitabilmente la blockchain, che con i suoi meccanismi consente (malintenzionati permettendo) di creare un modello di finanza sicuro, tecnicamente avanzato e tracciabile da qualsiasi autorità. La ritrosia delle istituzioni private nello sviluppo di modelli legati alle blockchain è tuttavia presente e dovuta dalle incertezze regolamentari e applicative da parte degli organismi di regolazione e dei vari legislatori europei.

Per questo motivo, l’UE ha deciso di implementare, all’interno del Digital Package, una serie di regolamenti che permettano di disinnescare temporaneamente le barriere che impediscono lo sviluppo di queste nuove tecnologie, di fatto adattandone la regolazione. Si tratta di un progetto pilota incardinato nella direttiva MiFID II (Markets In Financial Instruments Directive II, Direttiva 2014/65/EU) che è stato al centro del recente terzo webinar organizzato dalla Consob e dal Politecnico di Milano. Le nuove frontiere dettate dalle blockchain aprono scenari di decentralizzazione (DeFi, decentralized finance) dall’intermediario all’utente stesso, che potrebbe accedere direttamente ai mercati finanziari: ne consegue una inedita e particolare prospettiva di confluenza fra trading e post trading, con criticità relative all’informazione, all’interoperabilità, alla formazione del prezzo e all’efficienza.

Il progetto pilota sarà sperimentale e avrà una durata massima di sei anni e potrebbe entrare in vigore a cavallo fra il 2022 e il 2023. L’ambito di applicazione è ampio e coinvolge diversi attori nell’ambito del trading e post trading finanziario, interessando diversi prodotti finanziari nonché azioni, obbligazioni e titoli di Stato.

Parallelamente, alcuni operatori hanno già avviato i propri progetti basati sulle blockchain: uno di questi esempi è Fnality, azienda leader nel settore delle blockchain e delle DLT in campo finanziario, che, dopo aver corroborato la propria posizione nel sistema Ethereum, ha messo appunto un sistema di pagamento che punta al network wholesale globale con risparmi stimati di otto miliardi di dollari l’anno. Sempre riguardo Ethereum, la Société Générale ha emesso bond Bei (Banca europea degli investimenti) tramite l’utilizzo di blockchain pubbliche facenti parte, appunto, del network Ethereum. L’emissione di bond per la Bei fa parte di un più grande piano della stessa Banca per favorire gli investimenti nei mercati secondari, anche decentralizzati come quelli relativi alle blockchain.

Le potenzialità delle blockchain sono enormi e lo sviluppo di politiche istituzionali che ne favoriscano la diffusione sono certamente interessanti: resta da capire come queste verranno accolte dal mercato.

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