La pandemia ha condotto alla scoperta della utilità e della funzionalità del digitale anche in settori che sembravano essere più lontani dalla contaminazione informatica.
Partendo dal presupposto che ad oggi l’informatizzazione ha pervaso gran parte delle nostre realtà, non possiamo non notare il riscontro positivo della Digital Transformation nei musei che hanno adottato strumenti sempre più digitali come piattaforme che consentono al pubblico di visitare anche virtualmente le gallerie d’arte.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non ha mancato di affermare la volontà di un cammino verso la Conservazione e la Digitalizzazione delle collezioni d’arte.
L’efficienza dei supporti informatici consente al visitatore di entrare, in maniera più diretta, in contatto con un mondo virtuale oltre tempo vivendo l’opportunità di poter partecipare attivamente alla scoperta di un ambiente non più solamente dipinto su tela ma fortemente coinvolgente.
È bene non solamente ancorarsi al mito passatista secondo cui ciò che si riscontra nella realtà attuale sia insolito e fuori dall’ordinario quanto piuttosto accogliere le note di favore che la digitalizzazione ci offre. Non si può, ad esempio, trascurare il tema dell’inclusione favorita dagli strumenti tecnologici che riescono a portare un museo oltre le proprie mura rendendo partecipe la popolazione mondiale. La disponibilità di strumenti digitali di tale portata rappresenta, infatti, una straordinaria opportunità di miglioramento delle pratiche tradizionali.
A tal proposito appare interessante evidenziare che le tecnologie di ultima generazione quali il metaverso e il mondo degli NFT non possono che rappresentare, in ambito culturale, una svolta non indifferente in un ambiente ormai sempre più volto all’evoluzione e all’innovazione.
Il cammino da poco intrapreso potrebbe, dunque, trovare nella tecnologia un mezzo utile alla popolazione, la quale non può più prescindere dalla stessa. Allora perché non trarne vantaggio ai fini una migliore culturalizzazione della società.