Un pensiero ad alta voce

Vengono in mente due frasi per questo ultimo periodo dell’anno sul lavoro di Conte & Co.

La prima, “tenaci fino alla fine”: hanno deciso di rovinare il Natale degli italiani, seppure il nostro Paese sia laico come definito dalla giurisprudenza, il periodo natalizio, assieme alla conclusione dell’anno, ed alle altre feste cattoliche, sono molto festeggiati e con essi riaffiorano i veri valori, primo tra tutti quello della Famiglia. La seconda, presa da un grandissimo film che riprende le nostre radici, quelle dell’Antica Roma, è “Forza e Onore”, in quel caso riferita a Massimo Decimo Meridio (nel film Il Gladiatore). Ma in questo caso pare opportuno modificarla in “Forza e disonore” e riferirla puramente a Giuseppe & Co.

Non è stata sufficiente la precedente manovra per salvare il Natale, come annunciato tempo fa dal Presidente del Consiglio, egualmente non sono bastati i duri sacrifici che hanno dovuto affrontare gli italiani. Siamo ancora in attesa di una Sua comunicazione per questi ultimi giorni dell’anno. Fino alla fine dobbiamo aspettare e capire, come gira nell’aria, se è confermata l’ipotesi di una zona rossa in tutta Italia per i giorni 24,25,26, 31 dicembre e 1,2,3 gennaio.

In questa ipotesi o peggiore, significherebbe il tutto chiuso e il divieto di ogni spostamento senza autocertificazione per motivi di necessità anche tra comuni, negando i ricongiungimenti familiari se non conviventi e non di stretta necessità.

Ricordiamoci che fino a lunedì scorso si parlava, rispetto all’ultimo dpcm 3 dicembre, di riaprire i confini tra i comuni piccoli e limitrofi.

I più fortunati stanno passando giorni pieni di incertezza, rabbia e preoccupazione…

Palese è la cattiveria o il cinismo verso i ristoratori che prima si sono sentiti dire che i giorni festivi potevano essere aperti a pranzo, quindi hanno approfittato per prendere prenotazioni e ordini con i propri fornitori (visto le restrizioni e chiusure serali imposte). Poi l’incertezza fino a oggi pomeriggio (in attesa del nuovo dpcm) della chiusura totale, senza l’asporto che renderebbe il tutto inutile, anzi ancora più gravoso. Ho citato i ristoratori in quanto macrocategoria più volte nominata dal Governo, ma non dimentichiamo che identico problema lo stanno affrontando molti, anzi troppi commercianti dell’intera filiera dei vari settori che sono stati dimenticati. Ciò lo hanno dimostrato i vari decreti ristori bis-ter ecc.., sono dovuti arrivare a quattro decreti per cercare di integrare i vari codici ateco, invece di pensare all’intera filiera. Un semplice esempio è l’orologio, affinché un orologio possa adempiere correttamente al suo scopo ogni singolo ingranaggio, anche il più piccolo, deve funzionare, ma questa è un’altra storia, non la Nostra.

Senza tralasciare il fatto che la seconda ondata Covid, secondo gli esperti, era attesa per dopo l’estate e come un orologio svizzero la “compagnia” si è preparata responsabilmente ad affrontarla con attenzione su più fronti e in maniera incisiva: banchi a rotelle per le scuole, monopattini, bonus bici, puntuale analisi dell’affollamento su metro/bus e soprattutto con la stesura di un libro dal sapore profetico “Perché guariremo. Dai giorni più duri a nuova idea di salute” (Edizione Feltrinelli), tempestivamente congelato e ritirato dalle librerie, a firma del massimo rappresentante del nostro Ministero della Salute…

L’ipotesi della zona rossa per questi prossimi giorni è stata formulata guardando alla Germania e alla decisione della Cancelliera Angela Merkel, che ha imposto il lockdown ai suoi cittadini tedeschi facendo un discorso reputato da molti come il più emozionante della sua carriera e fatto con il cuore. Tale discorso, invece sembra esser distante da quello del nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che, anzi, ha voluto sottolineare la sua innocenza e quella della sua Compagnia, quando nella conferenza stampa tra le prime domande, a fine discorso, gli è stato rivolto, a suo dire, un attacco personale. Non era quello il luogo né il momento giusto per rispondere ad un attacco personale, la priorità era il popolo!

La colpa di questi contagi è nostra, così dice la “Compagnia”. Siamo noi che siamo andati in giro per le piazze nel weekend, chi per fare due passi, chi per comprare e chi perché non sapeva che fare, questo è vero! Ma dopo giorni di pioggia, di grigio, con i negozi, i centri commerciali chiusi nel weekend (a discapito di chi deve far compere vere e lavora dal lunedì al venerdì), di zone rosse che improvvisamente diventano arancioni la domenica e l’incentivo del Cashback (che funziona solo su transazioni in negozi fisici, con il Pos), beh sì! Allora è colpa nostra.

Rimaniamo in attesa della diretta del Presidente del Consiglio per vedere che cosa avranno partorito per i prossimi ultimi giorni di questo triste e atipico anno bisestile, il 2020.

Ps: tralasciando il fatto che sono dovuti andare “loro” in Libia, il mio pensiero solidale va ai pescatori tornati in libertà in Italia.

Mi dispiace di non essere originale, ma il mio intento era di fare una semplice fotografia, che vorrei tanto fosse errata.

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