POLITICA

L’Europa a due velocità, Italia e giovani

13/11/2018
di Francesco Chiappetta

Non vi è dubbio che i cittadini europei percepiscono una situazione non tanto di disagio, ma piuttosto tra il mutamento e lo smarrimento. Una delle cause certamente è quella della carenza del mondo politico. Molte persone abituate negli anni a seguire l’andamento politico del proprio Paese e dell’Europa ora soffrono moltissimo, perchè ponendosi delle domande e guardandosi intorno trovano il vuoto.

Il mondo va avanti, la forza di ognuno di noi è di cercare di essere propositivi nei fatti, nei comportamenti, cercando di dare forza al più debole. La stampa purtroppo non ci aiuta ed i mass media in generale neppure. Non a caso le notizie che vengono erogate quotidianamente sono tutte o quasi negative. Non è “l’ammalato immaginario”, in questo caso è una patologia ancora da scoprire ma certamente non è incoraggiante.

Il mondo del lavoro non da più certezze, come fare? Bisogna prenderne atto ed andare avanti, il posto sicuro non c’è. Questi mutamenti per i giovani lo vivono come un fatto normale e quotidiano. I più adulti sicuramente non contribusicono ad aiutarli anzi in alcuni casi li trascinano verso una visione opaca scura e quindi certamente non di fiducia.

I giovani grazie all’innovazione tecnologica hanno una vita parallela, per adesso non costosa, e quindi si interessano di piattaforme avanzate. Ed ecco la blockchain, la digital transformation, pensano al lavoro 4.0, che vuol dire il più delle volte inventarselo. La digital trasformation va vista con una visione di tipo strategico e trasversale. Il concetto di innovazione taluni sostengono che dovrebbe partire da dentro, secondo noi non è sufficiente, bisogna adottare il doppio binario. L’innovazione va vista dall’interno e dall’esterno. Il miglioramento della qualità della vita i giovani lo scoprono anche vedendo qual’è il ruolo dei Big Data, il più delle volte riescono a carpire spunti per nuove idee.

Di recente si è svolto a Roma presso la LUISS il Premio Italia Giovane ideato da Andrea Chiappetta che ha visto circa 150 proposte di idee innovative. Il Presidente del Premio nel commentare le stesse si è detto che avevano merito di essere raccontate tutte e 150. Ne sono state premiate 15 nuove idee di giovani che già sono fortemente affermati nel Paese ed alcuni, possiamo dirlo, nel mondo. Sono degli esempi da seguire, non è una modesta goccia nel mare, ma un’idea di fiducia che se ben recepita si espande e può diventare qualcosa di grande.

Le nuove professioni esistono, in pochi le conoscono e pertanto bisognerebbe fare degli incontri più spesso, veri e propri cenacoli culturali per capire come i giovani vedono le nuove professioni, fino a che punto ne hanno contezza, quali sono le preoccupazioni, in sostanza veder insieme i punti forti e i punti deboli.


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