POLITICA

L’Italia che lavora molto senza ritorni

20/11/2018
di Francesco Chiappetta

Il Governo Conte con i due vicepresidenti del Consiglio si sta affannando per cercare di far capire all’Europa che “siamo bravi, siamo belli ed anche buoni”. E l’Europa ricorda a costoro “è da mesi che vi diciamo che siete piccoli, brutti e cattivi”. Le due cose rientrano, secondo la definizione dell’onorevole Moro, sulla similitudine delle due rette parallele che per chi ha studiato dimostra che non si incontrano mai se non all’infinito. Potremmo dire per comprenderci meglio: “discorsi tra sordi”.

Il governo italiano sta cercando di avere delle aperture innovative da parte dell’Europa. L’Europa che è già in campagna elettorale mostra di non accettare nulla in quanto si trova nelle condizioni di non poter dialogare. Presentare un programma che rispetto al numero indicato dall’Europa va fuori dal selciato, non è condiviso dai proponenti in quanto sostengono, ed è tutto da verificare, che solo così si può ottenere un rilancio del mondo produttivo e del Paese.

L’altra “patata bollente” (ma sono alla dovuta distanza) è il discorso di Telecom Italia che da diversi anni a questa parte è tirata dalla giacchetta secondo voleri esterni e non a caso i risultati si vedono solamente guardando il soggeto giuridico ed i relativi numeri. In questo momento vi sono i due attori: Vivendi da un parte e Singer dall’altra che per mostrare il grande interesse per la scoità hanno ritenuto opportuno comportarsi come i politici, cioè fare la lotta per chi comanda. Non v’è dubbio che la nomina Gubitosi sembra che sia stata accettata dal mercato, almeno nella mattinata di martedì con un + 3%. Gubitosi è l’uomo adatto per dialogare con il governo, con la cassa depositi e prestiti? L’obiettivo è di arrivare a una rete unica e sfidante. Può essere una soluzione, ma bisognerebbe intento assicurare chi lavora nell’interno che da molti anni ha avuto un ruolo di modesto lettore spettatore senza poter incidere su delle strategie innovative, sfidanti, vincenti, secondo le aspettative del Paese. Tutto ciò, non per volontà interna, ma per mancanza di soldi. Una società che è stata per soldi e per titoli a debito per 27 e 25 milioni. La differenze non è sostanziale è sempre in un profondo rosso. Cassa depositi e prestiti nell’avere un ruolo importante dovrebbe cercare di avvalersi di persone giuridiche e fisiche in gradio di poter valutarte una soluzione che sia la meno peggio per il Paese e con un minimo di prospettiva di garanzia per i lavoratori, per gli investimenti e qualche euro per sviluppo e ricerca.

Il terzo episodio riguarda gli immigrati ed il ruolo del Magistrato di Catania che ha buttato per aria diversi stracci, da quel che si vede anche sporchi, speriamo che ci sia poco di vero altrimenti ci troviamo dinanzi all’ennesima pessima figura nei confronti dei nostri cittadini italiani ed il resto del mondo, con l’Europa che non ha mai voluto partecipare. Oggi, forse anche ieri, i politici hanno il vezzo di autoincensarsi: “io sono bravo, o meglio, bravissimo”. Non sanno che il giudizio spetta a coloro che sono aldilà della barricata, vale a dire del modesto cittadino che non deve autoconvincersi che tutti vadano bene in quanto il politicio ha questo ruolo. Ma in maniera modesta dire stiamo cercano di fare quel poco con la volontà di migliorare il paese? Cambiando i sensi di marcia? Mettendo i sensi vietati? Urlando un po’ per strada per dire che uno urla? Ecco che bisognerebbe cambiare sistema ed adottatre un modello più gestibile, più veritiero e che prende al paese di prendere atto delle difficoltà obbiettive. E cercare se possibile tutti insieme di uscire da questa situazione che non è certo delle migliori. Evitare di parlare sempre di giovani per il loro domani quando invece si vede buio che chiaramente viene da lontano e non si possono identificare le persone.


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