COMUNICAZIONE

Un Paese che fa tante cose

05/12/2017
di Francesco Chiappetta

Il Papa viene fortemente strumentalizzato per quanto riguarda il fine vita. Il Papa è una figura che va fortemente tutelata, in primis, dai suoi collaboratori che devono essere così bravi da far comprendere a chi vuol capire il vero messaggio del pontefice, ma non solo per questa circostanza, bensì anche per la sua attività. Poi abbiamo delle situazioni a dir poco drammatiche ed il riferimento va all’ILVA che rischia di fare il gioco di alcuni competitor, a partire dalla Germania che acquisisce il mercato di riferimento annullandone il ruolo, di essa, dell’Italia ed in particolare dei lavoratori onesti. L’esperienza recente, 2012, era stata annunciata e forse è stato fatto un investimento di 6 miliardi: abbiamo visto come è andata a finire? Adesso si parla di investimenti della metà, ed ancora non si fa nulla. Il Paese ha bisogno di avere gente che governa in maniera responsabile che dia un aiuto ai lavoratori che qualche volta vengono fuorviati, anche in buona fede.

In questi giorni si è parlato di inquinamento atmosferico come se fosse una novità nata ieri, invece è un qualche cosa che viene da lontano, ma che in questo momento non si comprende il perchè viene a galla, creando stupore, sgomento e anche disorientamento.

Una cosa positiva? La fiera dell’innovazione di Roma, a parte il titolo della fiera, “Maker Faire”, non fortunato e non si capisce il perchè, anche se vogliono esportare un modello americano. Non a caso tutti noi che abbiamo avuto modo di visitare la Fiera di Roma l’abbiamo chiamata all’unisono “Fiera dell’innovazione” che, diciamoci la verità, lo capiscono sia al nord, sia al centro e sia al sud. Ma putroppo si continua a giocare, dando nomi che il più delle volte non coincidono con i contenuti e fanno fallire la comunicazione “checché se ne dica” del brand che non per forza deve avere caratteri cubitali. La cosa che si desidera sottolineare (vedi anche articolo precedente) è che erano presenti tantissimi giovani, nella veste di visitatori e anche nella veste di espositori. È stato un dialogo con tutti loro, semplice, proficuo, intelligente ed interessante. Abbiamo avuto modo di vedere cosa vuol dire innovazione in tutte le lingue. Bisogna prenderne atto e non continuare a raccontare le storielle, senza pensare che un conto è l’enunciazione e un conto è mettere in esercizio le idee presentate.

Bisogna stimolare le banche a credere all’iniziativa e tentare di aiutare le tante startup che hanno mostrato di essere intelligenti e capaci. Le banche debbono abituarsi ad avere un minimo di rischio anche contenuto e non si deve essere degli estremisti, come si è verificato nella Monte dei Paschi, nella Banca Etruria, etc. Abbiamo letto l’elenco dei 100 personaggi che hanno avuto soldi, e tanti, senza che nessuno ne abbia fatto richiesta di restituzione. Anche qui si materializza un altro male del nostro Paese, siamo bravissimi a “sputtanare” il prossimo, qualche volta a denunciarlo in maniera civile ed il compito è bello che sia concluso, aspettiamo un altro evento o sisma per dire che la colpa è di “Tizio”, di “Caio” e di “Sempronio” e tutto finisce, pensate un po’, “a tarallucci e vino”. Cerchiamo di essere un po’ più seri, approfittando delle festività natalizie che dovranno servire a molti attori del nostro Paese, a riflettere, a guardarsi nello specchio e poter parlare con i propri figli e nipoti senza vergognarsi.

 


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