POLITICA

La parola magica Ŕ digitale

08/10/2019
di Francesco Chiappetta

Vi sono molte iniziative che riguardano la riforma della PA e in molti puntano all’utilizzo dell’informatica nel suo complesso e, in particolare, si soffermano sulla Digital Trasformation. Il nostro Paese necessita con la nuova ministra Paola Pisano un piano organico sul processo della Trasformazione Digitale e della sua evoluzione.
 
La SI-IES ha creato un proprio modello che serve a dialogare con le aziende, in particolare, con le PMI per capire lo stato dell’arte e il loro piano strategico dovuto dal processo di digitalizzazione. I settori interessati secondo noi sono molteplici a partire dall’I.A. all’analitycs, all’IT infrastrutture e cloud computing, la cyber security, i contenuti regolatori del GDPR, il digital customer experience, all’Impresa 4.0, IoT, reporting, business intelligence, e-commerce, mobile solution, smart working, enterprise platform, blockchain, 5G, RV&RA ed infine il ruolo dei social media che sono enunciazioni di temi che meritano tantissima riflessione.
 
Per quanto riguarda la blockchain che in questi giorni ha interessato molte entità giuridiche e fisiche, compreso il notariato, nel dibattito si è parlato del sistema della blockchain e del sistema smart contract, dato che nessun notaio potrà mai essere sostituito da un software o sistema e che l’eliminazione della carta e la conseguente alla digitalizzazione non ne eliminerà il ruolo.
Altro punto di vista per la tecnologia Blockchain è la scoperta della piattaforma per combattere la lotta all’evasione, nello specifico sui contributi Inps e lotteria degli scontrini digitali. Si consideri ch il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, è convinto di scovare 5 miliardi dell’evasione dei contributi Inps attraverso una piattaforma blockchain, lo stesso vorrebero Inail e Agenzia delle Entrate.
 
Mi sembra un ennesimo tentativo teoricamente fattibile, ma bisogna sempre vedere la pratica e il fattore tempo.
 
Altro argomento cardine della settimana riguarda la riduzione dei parlamentari che vede attualmente 630 con riduzione a 400 Deputati alla Camera e 315 con riduzione a 200 alla Camera del Senato. Le iniziative debbono essere ponderate e non cavalcare l’emotività del momento sono decenni che si parla dell’argomento ma fin ora è stato fatto nulla. Se diminuissero i Deputati e Senatori, rispettivamente 400 Deputati e 200 Senatori è evidente complessivamente arriverebbero al totale di 600 parlamentari, quindi un maggior potere di cui possono disporre a piacimento, visto che comprimerà la rappresentanza e il pluralismo. Si penso che attualmente vi sono 1 deputato per 96.006 abitanti (con il taglio 1 deputato per 151.210 abitanti), mentre 1 senatore per 188.424 abitanti (con il taglio 1 senatore per 302.420 abitanti). Questo non vuol dire che non bisogna ridurre i parlamentari, ma non bisogna farlo come se fosse un gioco a monopoli, anche perché d’altro canto è possibile un taglio di 57 milioni l’anno, secondo la stima dell’Osservatorio dei conti pubblici e non sono pochi.
 
Come al solito entra piè pari la politica e si parla di ulteriori adempimenti, a partire dalla legge elettorale e dalle altre procedure da verificare e modificare. Per qualcuno è un modo intelligente per tirare avanti occupandosi di tematiche definite e non andare alle elezioni.
 
Non tenere in evidenza gli umori del Paese e il rispetto dei cittadini non vuol dire essere superiori bensì vuol dire essere molto poco intelligenti e non sentire la responsabilità di un paese, del proprio Paese.

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