POLITICA

Chi perde e chi Vince

11/06/2019
di Francesco Chiappetta

L’Italia oltre ad essere definito il Bel Paese è anche il Paese che non crede al mutamento. O meglio, al cambiamento. Domenica molti elettori sono andati a votare nei vari comuni per il ballottaggio. Lunedì sono stati commentati gli esiti e ancora una volta hanno vinto tutti. In un recente editoriale a questo proposito è stato detto che il cittadino per rendersi conto di chi ha vinto deve recarsi in comune per vedere se il volto del sindaco è quello di prima o uno diverso. Purtroppo, è un Paese immaturo dal punto di vista della riflessione del cambiamento, della perdita, e della vittoria.
 
Chi perde dovrebbe scusarsi con gli elettori perché hanno affrontato forse in buona fede la situazione politica ma non è stato condiviso dalla cosiddetta popolazione democratica- che un giorno proverò a spiegarvi il significato. Chi vince dovrebbe solamente ringraziare gli elettori e dire che ciò che hanno promesso sperano di realizzarlo almeno per il 50 per cento. Le promesse non si fanno più nemmeno agli adolescenti in quanto hanno una buona memoria e di tanto in tanto ti ricordano che devi adempiere a certe promesse.
 
Un altro male incurabile sono i mezzi di comunicazione. Le reti televisive hanno letteralmente infastidito, stancato in quanto tutte le sere il solito piatto, i soliti dibattiti. Non c’è più un momento di relax, uno spettacolo leggero, una satira valida. Noi andiamo su La7 e il palinsesto è solo di tipo politico, Rai Tre stessa cosa, Rai 1 e Rai 2, modestamente, si associano. Il dramma è sempre chi parla, vale a dire sempre gli stessi. Ma hanno la forza e il coraggio e poca vergogna di dire “noi siamo il cambiamento”. In realtà quelli che vediamo sono sulla scena da trenta/quarant’anni. Perché non mettere in pista giovani che viaggiano dai 18 ai 30 anni con un conduttore della stessa età dove rappresentano l’oggi e probabilmente una visione verso il domani. Questo non entra in testa a nessuno perché nessuno vuol mollare. Si invita a mollare solo ed esclusivamente gli altri ma non se stessi.
 
Abbiamo ritorni televisivi di gente che è stata incollata alla sedia nella veste di conduttore per tanti anni da quando non aveva la barba; poi lo abbiamo visto con la barba nera e poi bianca. Non sono le 4 stagioni, sono 4 più uno 0 che corrisponde a 40 anni di televisione.
 
Un altro punto dolente: reti radiofoniche. Per sopravvivere e mantenere vivo l’audience anche la radio della Confindustria lancia delle corbellerie. Dalla mattina alla sera, escluso qualche spiraglio, ascoltiamo la medesima storia che probabilmente alcuni esponenti non condividono. I conduttori però non replicano a ciò che si dice pur di mantenere un audience discreto e in questo modo la pubblicità viene ad essere soddisfatta, grazie anche ad un clima di disinteresse in cui ci troviamo.
Non è possibile che è diventato un Paese di correnti politiche di Tizio e di Caio. Dobbiamo abituarci ma è quasi impossibile, come è stato scritto su sentieri digitali molti anni fa, puntiamo all’alternanza: una volta vince uno e una volta vince l’altro e dando il tempo di governare ed essere giudicato con la cosiddetta “votazione democratica alla sua scadenza”, senza sputare dalla mattina alla sera contro il nostro Paese, che, rispetto al resto del mondo, pur essendo noto come il Bel Paese viene presentato come il peggior Paese. Per fortuna molti stranieri non leggono il giornale italiano, quello del loro Paese ci ignora perciò i turisti continuano ad arrivare.
 
Ultimo punto lo scandalo del Consiglio Superiore della Magistratura. C’è il Presidente Dottor Pasquale Grasso, alla guida della Associazione Nazionale Magistrati (ANM) che si è dimesso dopo che la procura di Perugia ha aperto un’inchiesta sulle ipotesi che ci siano state trattative illecite relativamente alle nomine dei vertici di alcuni uffici giudiziari che hanno coinvolto nientemeno che magistrati, politici, imprenditori. Al centro dell’inchiesta c’è Luca Palamara, ex presidente della ANM e leader di Unicost, la componente centrista dei magistrati accusato di corruzione per aver ricevuto viaggi, anelli e danaro. Tra le toghe coinvolte anche Luigi Spina, Consigliere dimissionario del Csm, indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreti di ufficio; Corrado Cartoni; Luigi Lepre; Gianluigi Morlini e Paolo Criscuoli che si sono autosospesi dal CSM.
 
Tutto ciò continua a presentare il nostro Paese grazie a tutti come un paese che desta preoccupazione agli occhi dei nostri concittadini ma ancora di più verso altri Paesi che hanno forse ancora pensato di venire in Italia magari ad aprire un’impresa oppure delle considerazioni di installare relazioni sane e proficue, ma probabilmente vengono dei dubbi. Il nostro paese è conosciuto da noi cittadini italiani come bastian contrario, tutto ciò che si fa provoca un sentimento di ripugnanza.

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