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L'innovazione che non funziona

04/02/2020
di Francesco Chiappetta

Negli Stati Uniti d’America in questi giorni si sono svolte le elezioni primarie per la candidatura alla Casa Bianca ed in alcuni collegi è emerso che, per quanto riguarda i democratici, i risultati non sono ancora pronti pur avendo utilizzato una tecnologia adeguata e innovativa. I cittadini-elettori interessati, per avere i risultati devono tornare indietro con carta e penna. Questo non ci fa gioire ma ci consola in parte quando sentiamo delle forme di disfunzioni causate dalla tecnologia.
L’argomento della settimana non vi è dubbio che è il coronavirus. Sta diventando un motivo di chiacchiere sulla stampa non solo italiana ma anche a livello internazionale e le notizie sono sempre noiose, stanche ed anche non brillanti in quanto si parla di morti come se fossero delle cose e non degli uomini. Intanto, ha mobilitato il mondo e quindi qualcosa di vero ci sarà. Sentendo i nostri esperti scienziati, si nota che ognuno racconta la propria posizione in merito al coronavirus secondo il proprio intendimento e, essendo un virus non noto, si parla più per l’esperienza di studi e ricerche effettuate e non per la conoscenza del virus stesso. Non a caso leggiamo sulla stampa che alcuni hanno scoperto, rinnovato o creato uno “stick” in grado di diagnosticare nell’arco di due ore il virus. Se è vero, ed è stato testato, bisogna metterlo subito in pratica senza aspettare che questa diventi una piaga ben più grave di quanto non lo sia già.
 
Il Papa continua a sorprenderci attraverso una sua foto che lo ritrae con un agnellino sulle spalle. Il Papa è il Papa e riveste un ruolo importante e delicato a livello universale. Certo, può far sorridere qualcuno l’aver visto Sua Santità con un agnellino sulle spalle e può aver fatto trapelare il messaggio di “essere amico degli animali”. È vero, la cultura e l’arte storica mostrano anche dei santi che hanno al fianco degli animali ma sono storie e avvenimenti diversi.
 
Sul versante politico, si parla di adoperare una sanatoria per 700mila immigrati irregolari. Bisognerebbe guardare indietro e usufruire di esperienze per quanto riguarda il mondo del lavoro e gli immigrati che nel passato sono stati chiamati per le medesime necessità e che oggi sono riportati su tutti i giornali a partire dal ruolo di badanti, lavoratori presso esercizi commerciali, presso le famiglie. Fare delle uscite in questo modo significa creare una situazione tempestosa nel nostro Paese e si rischia di creare contrasti tra cittadini favorevoli e coloro che invece sono sfavorevoli.
Il governo, i politici se avessero voglia di fare una squadra e creare delle tifoserie sarebbe più utile che cambiassero mestiere. Il deputato, il senatore, l’uomo di governo sono uomini del Paese e non della loro squadra di calcio.
 
In un momento di caos totale dovrebbe emergere la teoria di caos dal punto di vista della creatività e dell’innovazione. Almeno dal caos ad una realtà di crescita è solo un’illusione. La vita è fatta anche di fantasia e di illusioni.

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