POLITICA

Dalla quarantena agli Stati Generali

16/06/2020
di Francesco Chiappetta

Alcuni movimenti o partiti politici in momenti particolari ritenevano opportuno radunarsi in un convento per uno o due giorni. In questo momento si è voluto dare un taglio più laico con gli Stati Generali. Non vi è riflessione ma forse uno scambio di idee con alcune realtà del Paese per il rilancio dell’Italia. Se questo possa servire a cancellare il virus che ha danneggiato le società nel loro complesso allora penseremmo che si tratta di una manovra positiva. Tuttavia, il nostro è un Paese di maghi e indovini vivendo, non a caso, il coronavirus al buio per la gran parte del tempo sia dal punto di vista delle presenze scientifiche letterarie e sia per l’impatto comunicativo e mediatico che ha generato molta confusione. Pertanto, come gli indovini non essendoci state molte informazioni, almeno non più di tanto, sull’infezione da nuovo coronavirus, si prevede il ritorno di questa minaccia in autunno.
 
La situazione del Paese è molto grave sia per l’occupazione, sia per la cassa integrazione, sia per quanto concerne i soldi europei che non arrivano ma che probabilmente, come molte cose, “arriveranno” mentre nei talk show televisivi emerge che in realtà soldi ce ne sono, la salute è ottima e l’Italia ha gli occhi puntati in quanto modello da imitare.
 
Con 2.400 miliardi di debito è abbastanza evidente che il paziente non si preoccupa di un modesto raffreddore dinanzi al male che cova da tempo. Vittorio Colao ha elencato i punti per il rilancio. Rilancio che rischia di risultare ancora più arduo e di difficile realizzazione se non si hanno poi le risorse economiche per portare a termine un piano. Un po’ come fare l’elenco della spesa ma non portando con sé la borsa per riempirla e ancora di più i soldi per completare l’acquisto.
 
MES si, MES no. Dal momento che abbiamo un debito piuttosto ponderoso, aumentarlo ancora significherebbe avere una maggiore protezione e sono oramai tanti i politici che esprimono approvazione per il MES, compreso il Movimento 5 stelle che dirà un “si” con motivazione. Nel frattempo, scoppia il caos all’interno del Movimento con un documento, che speriamo sia falso, della Repubblica Bolivariana del Venezuela, del Ministero della Difesa, in cui si sostiene di aver consegnato 3,5 milioni agli “educandi” 5 Stelle, (a Gianroberto Casaleggio) motivando questo contributo per l’iniziativa rivoluzionaria della Repubblica Italiana. Certamente si tratta di una situazione che scredita l’Italia e non tanto sulla ricezione o meno di questi soldi ma per l’assalto alla dirigenza, per tentare di creare disordine e ulteriore incertezza.
 
Facendo la rassegna stampa, com’è consuetudine ogni mattina, tutto ciò porta ad avere le idee confuse. In questi giorni abbiamo visto fiorire diversi piani anti-Colao, con uscite che riguardano l’imprenditoria e la formazione, la crescita economica; puntare sul Green New Deal, un nuovo modello per l’ambiente; sui patti di famiglia; un accordo sistema-università e realtà produttive; nuove reti per una città metropolitana; internet of things; sostenibilità. CI sono altri contenuti presenti in una specie di paper più modesto rispetto al Piano Colao al quale vengono dedicate circa 81 pagine ma non si tratta di quello “originale”. Queste aggiunte sono da considerarsi contributi di crescita? Abbiamo forti dubbi al riguardo e si rischia così nuovamente di generare ancora più confusione in un momento così drammatico e delicato. Non c’è il tempo né di sognare, né di pensare ma solamente di agire, possibilmente in silenzio e con dignità, apportando tutte le dovute comunicazioni, se serve scusarsi per il ritardo e forse così potremmo notare la differenza tra i partiti politici. Diversamente, continueremmo a sostenere la tesi sopracitata per cui tutti ci considerano come un modello.

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