EUROPA

Settimana Europea delle PMI - I numeri della Commissione

06/10/2011
di Federica Chiappetta

La relazione "Le PMI dell´Ue stanno uscendo dalla crisi?", presentata martedì 4 dalla Commissione Europea, descrive la situazione delle PMI nel 2010. Una realtà che costituisce oltre i due terzi del lavoro nel settore privato e il 58,4% del valore aggiunto totale, mentre le 43mila grandi imprese costituiscono solo lo 0,2 delle imprese europee.

Le statistiche conteggiano in Europa 20,8 milioni di imprese, 19,2 delle quali con meno di dieci dipendenti. Una realtà che nel 2011 dovrebbe crescere dello 0,9% in numero e del 3,9% in valore aggiunto lordo; e finalmente, dovrebbe crescere anche l'occupazione (+0,4%), dopo una perdita netta di posti di lavoro per 823 mila unità durante la crisi 2008-2010.

L'analisi per Paese consente di raggruppare le aziende per tasso di crescita (del valore aggiunto lordo e dell'occupazione), come riportato in tabella. La crescita senza occupazione ha interessato la maggior parte dei paesi europei, richiedendo pertanto una particolare attenzione alle autorità, specialmente per quanto riguarda la situazione dei giovani.

I governi si sono impegnati, sia in sede europea che a livello locale, per aiutare le PMI. Allo stato attuale, si sono evidenziate due aree di intervento: la prima riguarda l'accesso ai finanziamenti, che la crisi mondiale ha reso più difficile, e per il quale sono state attuate 99 misure dagli Stati membri: con risultati limitati, che richiedono un impegno ulteriore per il 2011.

La seconda area riguarda i fallimenti: solo il 50% delle aziende sopravvive ai 5 anni di età, e la chiusura è determinata dalla bancarotta nel 15% dei casi (solo il 4-6% è bancarotta fraudolenta). Si pone quindi il problema di dare una "seconda possibilità" all'imprenditore onesto, evitando di penalizzarlo nel caso intenda riproporsi sul mercato.


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